la crema chantilly

[che dire…lo so…non seguo molto la temporalità degli eventi. ma a volte non è colpa solo mia…dipende anche dall’ispirazione:]

sono nella reception del mio albergo di kolkata e sto scrivendo su una poltrona finto luigi filippo in finta pelle verde.

di fianco a me, altre 3 poltrone finto luigi filippo e 2 ragazzi delle pulizie che stanno cercando di farle brillare con 2 vecchi spazzolini da denti.

da almeno 20 minuti stanno togliendo ogni granello di polvere da ogni tornitura dei braccioli, delle gambe, dello schienale e della seduta; da 20 minuti sono alle prese con uno sporco invisibile a tutti, ma visibilissimo al figlio del proprietario dell’albergo; da 20 minuti sono inginocchiati davanti a me…e sono ancora fermi alle prime 2.

l’altro ieri hanno impiegato 4 minuti a pulire l’intera camera dove alloggiamo.

apparenza.

in india conta solo questo.

la spiritualità la lasciano ai turisti e a quelli che lavorano con loro (o meglio, su di loro).

la prima volta che arrivai all’aeroporto di delhi mi sorprese la foga con cui frotte di omini magri e macilenti cercavano di lucidare anche la moquette.

poi, una volta uscito da quella che nelle intenzioni dovrebbe essere un’enorme sala operatoria adorna di fiori asettici, incontri l’india vera: non quella delle cartoline, delle fotografie degli amici, dei documentari della national geographic, ma quella di una nazione con miliardi di persone, senza fogne, senza gestione dei rifiuti, senza sistemi previdenziali, senza un sistema sanitario per tutti, senza la consapevolezza di essere immersi in un ecosistema inquinato, anche acusticamente, senza alcun senso civico…

ed è questa la cosa che mi infastidisce di più.

sono cinico e non mi turba vedere frotte di bambini sporchi che ti circondano ridendo cercando di prenderti la borsa di plastica con le briosce appena comprate in panetteria, oppure vedere storpi e mendicanti a quasi ogni angolo…

sono consapevole dell’ignoranza e non mi stupisco nell’esalare i fumi dei fuocherelli di rifiuti plastici ai margini delle strade…

sono realista e non mi sorprende incontrare code di facchini che si formano davanti a specie di agenzie di collocamento o imbattermi in donne in ciabatte con gerle cariche di mattoni andare avanti e indietro in un cantiere o ancora incrociare un anziano portatore di rischiò a piedi (non in bici) trasportare due donne grasse con le borse della spesa fatta al centro commerciale.

mi infastidisce percepire l’assoluta mancanza di rispetto per il luogo dove vivono.

ogni cosa che non sia di proprietà di qualche ricca entità privata, sia essa umana o corporativa, è decadente, in stato di abbandono o mancante della necessaria manutenzione.

ogni cosa: le strade, gli edifici, i parchi, i monumenti.

ecco…i monumenti.

a parte qualche vecchio palazzo di maharaja e qualche tempio o sito religioso, soprattutto buddista, sono lasciati a sé stessi, preda del tempo che passa e degli indiani che consumano, sfruttano, erodono.

anche eccellenze come il taj mahl ad agra, il castello di jaisalmer,  il forte di amber a jaipur che, oltre dai biglietti di ingresso, essendo siti tutelati dall’unesco, ricevono pacchi di soldi ogni anno, a ben osservare sono gestiti in maniera inadeguata, carente e deficitaria: il pressapochismo, la corruzione, la presunzione e l’incapacità di gestione sta disfacendo un patrimonio culturale immenso.

un’anomalia è il tempio d’oro ad amritsar, il luogo più sacro dei sikh, gestito da una sorta di impresa corporativa sikh, appunto, dove tutto è perfetto e dove puoi mangiare e dormire gratis. il contraltare è che amritsar  è tra le città indiane più sporche, inquinate, rumorose e brutte in assoluto: un’enorme “busa” di vacca con un piccolo ripieno di crema chantilly.

ma il lavoro che ho fatto in campo ambientale mi porta ad altri, nichilistici, ragionamenti.

in italia mi preoccupavo di dividere la plastica dalla carta…arrivando anche (a volte) a togliere le graffette di metallo per metterle insieme alle lattine; da quando ho 10 anni chiudo il rubinetto dell’acqua quando mi lavo i denti o quando faccio la barba (avevo un viso molto precoce…); usavo la bicicletta più che potevo anche, ma non solo, per evitare di inquinare con l’auto; ho disprezzato pubblicamente decine di volte gli statunitensi che continuano a sprecare risorse solo per comodità e pigrizia; ho cercato, spesso inutilmente, di spiegare come l’ecosistema naturale sia fragile e bisognoso di attenzione…

e ho fatto tante, tante, tante altre cose assurde per il rispetto che provo per questa crosta che ci sostiene nello spazio.

assurde perché il pianeta Terra è un sistema chiuso e finito, per quanto vasto sia, e tutti quei cartelli che dicono che anche il contributo di una persona, all’interno di una corretta gestione ambientale, può servire a salvarla…beh è un’enorme, grandiosa, grottesca cazzata!

è una cazzata perché per ogni bottiglia di plastica riciclata in italia ce ne sono miliardi che in india vengono bruciate; è una cazzata perché per ogni litro di benzina verde (e questa definizione, a ben vedere, è un’altra enorme minchiata) consumata in italia, ci sono miliardi di litri di roba molto simile alla nafta che vengono consumati ogni giorno in tutta l’asia; è una cazzata perché per ogni litro di acqua preservato dal bravo bambino italiano, ci sono migliaia di miliardi di litri d’acqua che vengono sprecati in tutto il mondo (anche dai nostri acquedotti, se è per questo); è una cazzata perché per ogni litro di liquame che finisce in un depuratore in europa, ce ne sono milioni di miliardi che finiscono nell’oceano indiano.

è una cazzata perché, l’uomo, come tutte le specie, è destinato ad estinguersi; e se non sarà un meteorite, o un’esagerata specializzazione naturale (come quella dei cazzo di panda e koala), o una molto più probabile guerra, sarà semplicemente per l’avvento di una nuova specie dominante.

e nichilismo sia.

dalla mia precedente, infelice, presenza a kathmandu, voglio riprendere ciò che scrissi all’epoca, quando, mi accorgo solo adesso, avevo ancora qualche speranza per il genere umano.

mi pare che ben si adatti a questo momento nietzscheniano.


la vecchina

una vita che sta terminando.

o una vita che potrebbe durare ancora anni.

oggi, in durbar square, c’è il sole.

un sole caldo e la solita escursione termica.

le bellezze architettoniche ormai non sono più una sorpresa.

lo sguardo allora può vagare sull’umanità.

un bambino si riposa.

una vecchina aspetta, appoggiata sulla sua casa.

lo capisci in questi momenti…

per fotografare l’umanità…

ci vuole soprattutto cinismo.

la vecchina è piccola. ti sta in una mano.

hai in tasca più soldi di quanti ne abbia visto lei in tutta la sua vita. gliene dai qualcuno.

lei ti ringrazia…non te li ha chiesti.

ma ti ringrazia.

e capisci che ti benedice.

altra umanità, tutta femminile, ogni tanto si ferma da lei per darle un po’ di riso.

un po’ di pane.

poveri che aiutano un altro povero.

gente che ha pochissimo…che dà a chi non ha niente.

se non una casa dentro un sacco giallo su cui appoggiarsi.

poco più in là…

il bambino sembra addormentato.

ondeggia asimmetricamente.

sempre appoggiato al tempio induista.

allora guardi meglio.

se fai scivolare solo lo sguardo non te ne accorgi.

non sta dormendo…non sta riposando…

non sta soltanto scaldandosi al sole.

ha un tubetto di colla nella maglia.

e non lo usa per incollare le figurine dei calciatori.

hai già una morsa che ti attanaglia…

per un attimo non sai cosa fare.

smetti di fotografare.

avrà 8 anni.

forse 10.

e allora capisci che la fortuna esiste.

e sparge i suoi semi in maniera schizofrenica.

capisci che siamo dei privilegiati.

piagnucolosi.

una vita che sta terminando…

e una vita che non sai se durerà ancora molto.

antipodi…

il bambino

Categorie: Tag: , , , , , , , , ,

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...