il canada l’ha capito…

sembra che il canada abbia legalizzato l’utilizzo ricreativo della marijuana.

fino a inizio ‘900, la canapa era un vegetale utilizzato in tutto il mondo.

oltre che per il suo uso criminosamente divertente, si utilizzava per oli, carta, tessuti, combustibile, alimenti, mangimi e tante altre cose che, al momento, la mia ignoranza non mi fa sapere.

poi, nel giro di poco tempo, è diventata diabolica perchè associata alla marijuana e all’oppio.

la sua demonizzazione fu quasi improvvisa. gran parte del merito fu da imputarsi ad una grandiosa campagna stampa negativa condotta dai giornali del magnate statunitense w. r. hearst.

certo, anche prima esistevano le critiche aspramente negative sulle fumerie d’oppio e sugli uomini che vivevano solo per drogarsi ma, prima di hearst, l’oppio e la marijuana erano solo 2 dei prodotti che la canapa poteva offrire.

il fatto che, fino a tutto l’‘800, la carta si realizzasse con la canapa e che, più o meno nello stesso periodo, si iniziò a produrla anche dalla cellulosa estratta dagli alberi, oltre al fatto che hearst fosse il proprietario di immense foreste tra stati uniti e canada, furono puramente coincidenze.

la demonizzazione della canapa coincise con la produzione di massa della carta dalla cellulosa degli alberi e l’impossibilità di coltivarla in tutti i paesi “occidentali”.

infatti, da generazioni, nei paese occidentali, la canapa è sinonimo di marijuana, anche se è solo uno degli innumerevoli usi che se ne può fare.

ero ancora un ragazzino quando chiesi a mio padre perchè, visto che gli alcolici, le sigarette e gli psicofarmaci erano legali, non lo erano anche le altre droghe. lui mi disse qualcosa del tipo: “qualcuno ha deciso che le prime sono legittime e le seconde illegittime. questione di business.

ed è ancora questo il motivo per cui marijuana, hashish, cocaina, eroina, ecc., ecc., sono illegali mentre qualsiasi bevanda alcolica, contenente anche la più piccola quantità di molecola etilica, riconosciuta tossica e nociva per fegato e organismo oltre che potenzialmente cancerogena, oltre che sigarette e psicofarmaci e antidolorifici, responsabili di milioni di morti all’anno, invece, possono essere acquistati in ogni dove.

questione di concorrenza e opportunismo economico.

uno spinello, al costo di produzione di pochi centesimi, farebbe una concorrenza dannatamente sleale alle multinazionali farmaceutiche che producono centinaia di farmaci contenenti costosi principi attivi dai medesimi effetti dei cannabinoidi. ma farebbe concorrenza anche alle industrie alcoliche.

e poi…perchè è legittimamente possibile, anche se non socialmente accettabile, una lenta morte alcolica o nicotinica mentre è illegittima quella eroinica?

business.

l’eroina non costa un cazzo, mentre le sigarette, il whisky, la vodka, il vino e la birra producono profitti.

stesso discorso per la marijuana.

solo che, dopo anni in cui si parla di marijuana legata al concetto di “droga leggera”, di effetti farmacologici, di vantaggi terapeutici, è diventato meno “socialmente sgradito” parlare di legalizzazione.

e, da oggi, un paese economicamente forte ha deciso di legalizzarla anche per uso non terapeutico.

ergo…a toronto ci si può fare una canna senza essere arrestati dai poliziotti (o picchiati e ammazzati da alcuni carabinieri).

con tanta pace di mafia e altri gruppi criminali che dovranno trovare altri redditizi mercati (ah…già, è rimasto quello di eroina, cocaina, hashish, ecc., ecc.).

commento finale per i deboli di spirito.

questo mio “odio” non significa che sia d’accordo sull’uso spensierato ed esagerato di qualsiasi droga, sia essa contenuta in una bottiglia di birra, vino o whisky, in una sigaretta o in qualche pasticca o polverina.

significa che, così come si può sorseggiare, una volta ogni tanto, un bicchiere di whisky o di birra o fumare un sigaro o una sigaretta, tutti prodotti potenzialmente mortali e producenti assuefazione, dipende solo dalla quantità e frequenza d’uso, alla stessa maniera un estimatore di marijuana o di cocaina o di eroina potrebbe utilizzarle, una volta ogni tanto, con i medesimi rischi.

è l’uomo stupido che trasforma un piacere saltuario in un’abitudine mortale.

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