il condono

giuseppe e mario sono proprietari di due terreni confinanti a messina.

giuseppe decide di costruire una casa sul suo terreno e si reca in comune per verificarne la possibilità.

in comune gli dicono che può costruire: basta che produca tutta la documentazione, paghi gli oneri di urbanizzazione e costruisca secondo le norme anti-sismiche.

anche mario decide di costruire una casa sul suo terreno e la mattina del giorno dopo chiama un’impresa di costruzioni di amici del figlio che iniziano già a costruire nel pomeriggio.

giuseppe, invece, assume un geologo, un geometra e un ingegnere strutturista che concludono le loro relazioni dopo un mese.

la casa di mario, dopo un mese, è già finita e arredata completamente e mario ci va a vivere. per proteggerla, mario pone una statua della madonna sopra la porta.

giuseppe, invece, aspetta un altro mese prima che dal comune gli dicano che i progetti presentati vanno tutti bene. dopo di chè, il suo geometra avvisa la ditta costruttrice certificata anti-sismica che può iniziare.

l’impresa costruttrice certificata anti-sismica chiamata dal geometra di giuseppe impiega 2 mesi per costruire la struttura della casa e un altro mese ad ultimarla completamente.

finalmente, giuseppe può entrare nella sua nuova casa, dopo appena 6 mesi da quando ha deciso di costruirla.

il prato della casa di mario, nel frattempo, è cresciuto ed è stato già tagliato 10 volte.

mario ha pagato la ditta degli amici del figlio e il giardiniere.

giuseppe, inveve, ha pagato il comune, il geologo, il geometra, l’ingegnere e la ditta di costruzione certificata anti-sismica. per risparmiare e perchè gli piace farlo, giuseppe decide di farsi il giardino da solo.

una domenica mattina giuseppe e mario si svegliano di soprassalto: il terremoto!

la casa di giuseppe ondeggia un po’ e il carrettino di capodimonte appoggiato su una mensola, comprato tanti anni prima, cade a terra. giuseppe è molto triste per il carrettino perchè lo aveva comprato in un momento molto felice della sua vita.

la casa di mario, invece, crolla e mario muore.

passano 2 anni. il governo eletto da tanti mario e qualche giuseppe ingenuo emana una legge chiamata il condono. la legge “il condono” dichiara che tutte le case abusive crollate o lesionate o danneggiate dopo qualsiasi evento naturale degli ultimi 10 anni potranno essere ricostruite o riparate con contributi statali e saranno condonate: diventeranno, quindi, perfettamente legali.

il figlio di mario decide di ricostruire la casa del padre crollata 2 anni prima. il giorno dopo chiama gli amici della ditta costruttrice che l’avevano già costruita la prima volta. la ditta costruttrice gonfia la fattura e si fa pagare completamente dal comune con i soldi che lo stato ha distribuito per il condono. inoltre, un geometra amico del figlio di mario certifica che la casa è stata costruita secondo le regole anti-sismiche e, per questo, viene pagato dal figlio di mario 1000 euro.

giuseppe, nel frattempo, è andato di nuovo a napoli e si è comprato un nuovo carrettino di capodimonte: questa volta lo appoggia su una mensola con i bordi rialzati in modo che le vibrazioni non lo possano più fare cadere.

dopo 5 anni, un mercoledì sera, sia giuseppe che il figlio di mario stanno guardando la juventus giocare la coppa dei campioni. improvvisamente, un terremoto scuote le case di giuseppe e del figlio di mario.

giuseppe non si accorge del terremoto perchè, qualche istante prima, la juve ha segnato e lui si è alzato dalla sedia iniziando a ballare.

invece, il tetto della casa del figlio di mario crolla e il figlio di mario muore.

passano gli anni e giuseppe sta ascoltando il giornalista alla radio dire: ”ieri il governo giallo-verde ha emanato il decreto genova che contiene anche un articolo per perdonare tutti gli autori di difformità edilizie nei comuni terremotati: sarà un nuovo condono con fondi speciali per aiutare quelli che non hanno rispettato le leggi a ricostruire le proprie case.”

giuseppe spegne la radio e si mette a guardare malinconicamente il suo carrettino di capodimonte. per andare a napoli a comprarlo aveva impiegato oltre 15 ore perchè aveva spaccato il semiasse della sua auto sulle strade piene di buche e il treno preso a reggio si era rotto 2 volte prima di arrivare a destinazione. una volta a napoli, inoltre, aveva avuto un forte mal di pancia ed era andato al pronto soccorso, strapieno, e per poco non era morto per una semplice appendicite. una volta risvegliatosi dopo l’operazione un medico gli aveva confidato che i soldi per l’ospedale erano stati usati per ripagare la costruzione delle case danneggiate dall’ultima alluvione e, per questo, avevano solo una sala operatoria scarsamente attrezzata.

sospirando per il ricordo, mario si alza tenendo la mano destra sulla cicatrice dell’appendicite, che continuava a fargli male e va verso la finestra che dà sul terreno che era di mario. la casa di mario ricostruita dal figlio ha un grosso telo di plastica al posto del tetto crollato. il giorno prima il nipote di mario era arrivato con la ditta di costruzioni del figlio dell’amico di suo padre perchè aveva deciso di ricostruirla.

giuseppe, sempre sospirando, decide di uscire per parlare al nipote di mario: vuole dirgli che suo nonno sbagliava a dargli del fesso.

 

 

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