caro luca, sono notav

caro luca,

ho saputo che domani andrai alla manifestazione “sì, torino va avanti” organizzata per protestare contro l’attuale giunta comunale.

pur costatando una certa immobilità rispetto alle precedenti amministrazioni, non potrò partecipare perchè, tra i manifestanti, ci saranno anche i promotori del “sìtav”…e ho paura che l’aspetto mediatico della manifestazione si concentrerà soprattutto su questo tema. e poi…usare uno slogan le cui iniziali formano l’acronimo s.ì.t.a.v…che sciccheria!

a prescindere su dove i media, più o meno di parte, porranno l’accento, voglio ricordarti quali sono i miei motivi di ferma opposizione alla tav in valle di susa.

su questo blog ne ho già parlato spesso, in particolare nei post:

  • il lento treno veloce (ovvero il tav o tac): dove spiego nel dettaglio il mio pensiero;
  • la prova francese: dove, parlando dello sciopero dei ferrovieri francesi della scorsa primavera sottolineo gli oltre 23 miliardi di euro di debiti (in costante aumento) dell’alta velocità francese.

in questo periodo si parla tanto di tap, la trans adriatic pipeline, il gasdotto che approderà in puglia portando il gas estratto in azerbaigian. se ne parla come di un’opera ormai in avanzato stadio di esecuzione e che, quindi, non si può più fermare.

non conosco il progetto della tap e non conosco a pieno gli aspetti socio-politici che hanno portato alla sua ideazione.

non conosco il progetto della tap, però ci sono alcune cose che, da ignorante, mi sembrano strane:

  • la scelta delle spiagge di san foca come punto di approdo in puglia quando, guardando il tracciato, sembra che potesse essere più socialmente e ambientalmente (magari non economicamente) sostenibile farlo arrivare più prossimo a brindisi;
  • il non assoggettamento dell’opera alla legge seveso e quindi alle sue procedure di sicurezza, semplicemente perchè nel progetto non si parla di stabilimenti o trasformazione della materia prima (ma è saltato fuori che nella prima relazione dei promotori tap ag – axpo si parlava di “stabilimento” a melendugno in luogo di “centrale di depressurizzazione”);
  • la quantità di gas altamente infiammabile stoccata nei pressi di centri abitati, che francamente mi sembra una legittima preoccupazione per gli abitanti, anche dopo eventi come viareggio 2009.

non conosco il progetto della tap che, ormai, dicono che non si possa più fermare perchè i lavori sono iniziati ormai da 2 anni e la loro sospensione causerebbe miliardi di euro in penali pagate dallo stato italiano.

non conosco il progetto della tap che, comunque, è un’opera interamente pagata da privati.

ma conosco la storia e il progetto della tav in valle di susa.

quando nel 2005 diventai il geologo dello studio d’architettura e d’ingegneria ai studio, il loro settore ambiente stava ultimando il secondo studio di impatto ambientale (s.i.a.) legato al progetto segusino.

quando me ne sono andato a fine 2009, stava ultimando il terzo.

ne sono stati fatti 3 perchè il tracciato della tratta internazionale della tav in valle di susa è cambiato 3 volte: prima doveva passare nel versante orografico destro, poi sinistro, poi di nuovo destro. per tutte e 3 le volte, quindi, si sono prodotti 3 progetti preliminari e 3 progetti definitivi diversi.

durante tutta la progettazione del secondo tracciato i politici e tecnici che sponsorizzavano il progetto, durante i tavoli tecnici, anche pubblici, dicevano che tutto il materiale scavato dal tunnel di base (53 km) e di quello di bruzolo-novalesa sarebbe finito in eternum nella ex-cava del moncenisio, quella da cui estrassero i materiali per costruire la diga omonima.

venne fuori che i francesi non ne sapevano niente e, a pochi mesi dalla consegna del s.i.a., si dovette trovare nuovi siti di stoccaggio provvisorio, uno più improbabile dell’altro.

in tutta la mia permanenza in ai studio non ho mai sentito parlare di un costo finale, della sola tratta internazionale, inferiore ai 20 miliardi di euro.

alla consegna del terzo s.i.a., il costo finale ufficiale, pubblicato sul sito di l.t.f. (ora t.e.l.t.), era di 9,975 miliardi di euro.

non ci credeva nessuno.

oggi il costo ufficiale è 8,6 miliardi.

mah…crediamoci come decine di banche nel mondo hanno creduto a madoff e al suo vecchissimo schema ponzi.

dopo la consegna del terzo s.i.a.,  la procedura di valutazione di impatto ambientale (v.i.a.) si è conclusa con l’approvazione del progetto e si è partiti con il grado esecutivo. tale grado di progettazione ha previsto l’esecuzione del cunicolo esplorativo della maddalena che si è concluso a febbraio 2017, 14 mesi in ritardo e 500 metri prima della sua lunghezza da progetto ufficiale (si sono fermati prima per rispariare, adducendo che la situazione geologica era presumibilmente omogenea a quanto già scavato).

sul sito di t.e.l.t. si legge che il cunicolo è costato 173 milioni di euro: il comitato interministeriale per la programmazione economica (c.i.p.e.) aveva fissato il costo a 143 milioni (delibera cipe 86/2010).

14 mesi in più con 30 milioni in più e non sono stati scavati 500 m sui 7500 previsti.

la giustificazione di t.e.l.t. più gettonata, anche politicamente, è stata che sono aumentati i costi per la sicurezza legata alle proteste (che comunque sono contenute essenzialmente dalle forze dell’ordine pagate direttamente dal ministero degli interni), ma se si legge attentamente la relazione del r.u.p. di t.e.l.t. che chiedeva di diminuire i metri da scavare (variante autorizzata dal parere della commissione v.i.a. del ministero dell’ambiente PRR-2471-21/07/2017), si scopre che ci sono stati costi in più, rispetto al progetto, per il controllo di monitoraggio ambientale (non quantificati) e 14,2 milioni in più per “una serie di prestazioni aggiuntive. quali? boh…

stiamo parlando di quasi il 30% in più solo sui costi per la diagnostica di un’opera che non è ancora iniziata. percentuale, tra l’altro, in linea con la media degli aumenti in fase di costruzione delle opere pubbliche italiane.

costi lievitati perchè i progettisti “si sono dimenticati” di inserire tutte le voci necessarie. dimenticanze…principale causa di aumento dei costi delle opere pubbliche in italia confermata e utilizzata dalle aziende appaltatrici per farsi pagare di più.

i lavori della tav torino-lione sul fronte italiano, non sono ancora iniziati.

in  francia, macron li ha bloccati.

perchè?

perchè l’alta velocità francese ha accumulato oltre 23 miliardi di euro di debiti tra progettazione, costruzione e gestione e questo debito aumenta di mezzo miliardo all’anno.

dicono che l’alta velocità in valle di susa non si può più fermare perchè è già costata troppo e i lavori sono già iniziati.

stessa argomentazione della tap.

la politica italiana, che promuove grandi opere in cui, successivamente, si scopre sempre la collusione di mafiosi e truffatori, usa spesso questa scusa: “abbiamo già speso tanti soldi, non ha senso fermare l’opera”.

il problema è che, nel caso dell’alta velocità in valle di susa, l’intera opera da torino a saint jean de maurienne costerà come una intera manovra finanziaria.

in un paese con il secondo debito pubblico più alto al mondo (più alto di grecia, irlanda e argentina, giusto per citare 3 paesi andati in default) come si può pensare di generare altro debito con un opera che decine di luminari dell’economia, delle scienze socioli e dell’ingegneria hanno giudicato inutile?

mi secca dirlo, perchè non mi piace mai generalizzare, ma le argomentazioni principali dei sìtav si riconducono sempre allo stesso concetto: modernità e progresso.

come se ci fosse una naturale corrispondenza tra grande opera e progresso e modernità.

nel caso della tav in valle di susa non c’è alcuna corrispondenza, perchè sarebbe molto più moderno e progressista utilizzare i trafori già esistenti (o in costruzione) e potenziare la linea esistente.

sono oltre 20 anni che l’italia butta via soldi in un progetto che, appunto, è più vecchio di 20 anni.

insistiamo con un progetto i cui costi-benefici non sono mai stati valutati se non dai promotori.

è come se a messina comprassi una casa di mattoni e sabbia da un venditore che ti dice che è antisismica.

ha ragione fino al primo terremoto.

ma dopo…chi è che se la prende nel culo?

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