i concorsi di progettazione

molte delle nostre leggi vengono scritte prevedendo mesi, a volte anni, di entrata a regime, in modo da lasciare il tempo ai cittadini di adeguarsi.

altrettanto molto spesso, quando il cambiamento delle regole è importante, la nuova norma viene ampliamente pubblicizzata dai media, prima e dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

nonostante questo, quando entrano in vigore, una marea di italiani protesta dicendo che non ne sapeva niente.

e per questo, ogni governo, sempre duro come il più molle degli squacqueroni, attiva proroghe o deroghe.

e per questo, ogni italiano ha una considerazione della legge italiana pari a quella per una nonna che prima ti dice di non toccare la torta poi, anche se lo fai e dopo averti sgridato, te ne dà una fetta.

stesso discorso per tutti i concorsi di progettazione di ingegneria o di architettura.

stato, regioni, comuni o qualsiasi altro ente pubblico emette un bando che, per forza di cose, è pubblico, viene pubblicizzato, se ne parla, viene discusso, arrivano i concorrenti, parte la valutazione degli stessi, ecc., ecc., ecc., e dopo, solo quando il nuovo progetto vincitore è lì sul tavolo, e i vincitori sono già stati PAGATI, saltano fuori quelli che non ne sapevano niente e, “no, quest’opera non s’ha da fare!”.

ma nel frattempo cos’è successo?

appunto, che l’ente appaltante ha pagato gli studi di progettazione vincitori con soldi dei contribuenti e…puff! spariti.

non sto parlando di progetti come l’alta velocità della valle di susa o il gasdotto trans-atlantico in puglia dove chi protesta ha iniziato ben prima che i progetti fossero completati.

sto parlando di concorsi come quello avviato dal comune di ferrara per ampliare gli spazi tecnici del palazzo dei diamanti.

oltre 3 milioni di euro SOLO per la progettazione (preliminare) di un’appendice del famoso palazzo rinascimentale che da anni è contenitore di un museo molto visitato, sede di prestigiose esposizioni temporanee e che, per gestire i sempre maggiori visitatori, ha oggettivamente bisogno di nuovi spazi.

ha vinto, tra 70 concorrenti, il raggruppamento denominato 3TI progetti che, presumo insieme ai primi cinque-dieci classificati, si è spartito il premio da 3 milioni e mezzo di euro.

in questo periodo si sono alzate numerose urlanti voci che affermano che, siccome per la tav in valle di susa si sono già spesi centinaia di milioni di euro, allora è giusto spenderne almeno altri 4 miliardi per continuare (e sì, sono almeno altri 4 miliardi).

perchè non si fa lo stesso con le decine di milioni di euro che si spendono quasi ogni anno per progetti che non vanno neanche oltre il primo faldone in cui sono archiviati?

il concetto è lo stesso: si sono già spesi dei soldi per la progettazione, è uno spreco non fare il lavoro! allora, perchè non indignarsi lo stesso per i soldi già spesi? forse perchè sono SOLO 3 milioni e mezzo di euro?

con 3 milioni e mezzo di euro si gestisce (bene) l’annuale amministrazione di qualsiasi comune piccolo italiano o si possono alimentare per un anno oltre 9000 persone in africa o in molte aree della Terra.

uno dei rendering del progetto per l’ampliamento di palazzo dei diamanti è qui sopra. piace? non piace? come sempre è soggettivo. di certo il palazzo dei diamanti è uno dei più famosi esempi di arte rinascimentale ma, perchè le decine di personalità che adesso, a soldi già spesi, stanno facendo le barricate  verbali (difficile che questa gente si sporchi le mani) per non fare partire i lavori, non le hanno tirate sù a febbraio 2017 quando il bando è stato pubblicato?

dov’erano, a inizio 2017, vittorio sgarbi, giorgio malacarne, elisabetta sgarbi, pierluigi cervellati, mario bellini, amos gitai, massimo bray, pietro citati, claudio magris, dacia maraini, david ekserdjian, andrea carandini, marc fumaroli, christoph frommel, andrea emiliani, salvatores settis, tomaso montanari, solo per citare i nomi recuperati da un articolo del corriere della sera?

non lo sapevano? hanno avuto bisogno di quasi 2 anni per organizzarsi?

quando un comune come ferrara decide di rimodernare o ampliare un famoso monumento, le cose si sanno ben prima della pubblicazione della gara.

ma siamo in italia, quindi i 3 milioni e mezzo per la progettazione dell’ampliamento di palazzo dei diamanti, finiranno come sono finiti quelli per le nuove biblioteche di torino (civica) e di milano (beic),  di “campidoglio 2” a roma, del ponte sullo stretto di messina o (spero) della tav torino-lione: come obolo per il sostentamento del po.stu.mi. (poveri studi di progettazione miseri).

il grandioso e sotterraneo problema è che ogni anno in italia sono decine le progettazioni pagate che non si concretizzano (o che iniziano ad essere realizzate o addirittura arredate ma poi rimangono abbandonate).

solo che questa abitudine è diventata analoga a quella, assistenzialistica, di assumere dipendenti pubblici in aree disagiate.

solo che ciascuna progettazione costa SOLO qualche centinaia di migliaia di euro o SOLO 3 milioni e mezzo.

quasi sempre, a causa del vezzo del politico narciso con ascendente faraone di turno con, a volte, un amico industriale o architetto.

perchè è così complicato instaurare un dibattito prima di spendere milioni di euro?

perchè tanto odio?

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