la cospirazione dei chiropratici

G è mio amico da 30 anni e va in scooter da 20.

G ha le ultime 15 vertebre della spina dorsale quasi completamente saldate.

l’accorciamento o compressione vertebrale è un fenomeno anatomico naturale riscontrabile anche a fine giornata: alla sera, tutti noi siamo più bassi di circa 1 cm. tale fenomeno è dovuto alle sollecitazioni che il nostro corpo riceve durante il giorno. più le sollecitazioni sono sostenute, maggiore è la possibilità che il rachide (altro modo di definire la colonna vertebrale) si accorci a causa dell’assottigliamento dei dischi vertebrali. ovviamente, tutto al netto di eventuali esercizi di stretching.

ma veniamo a G.

la questione è rilevante dal momento in cui G usa molto lo scooter per i propri spostamenti.

e qual è la caratteristica principale delle strade italiane negli ultimi, diciamo, 15 anni? bravi, le buche e gli scalini che si rinvengono ormai su tutta la rete viabilistica italiana.

mi è già capitato di parlare di cospirazioni, qui per esempio, ma pochi sono a conoscenza di una tra le più subdole e meglio progettate.

G ne è una prova vivente.

quando G iniziò ad andare in scooter le strade erano tavoli da biliardo e si accorse di quanto tempo risparmiasse rispetto all’uso dell’auto; tanto tempo in meno che si concretizzava in meno stress, più appuntamenti di lavoro, più soldi guadagnati. inoltre, il suo equilibrio psico-fisico lo manteneva lontano da qualsiasi medico.

tutto era liscio, i tombini erano rasi alla superficie stradale e non ce n’erano 10 ogni 10 metri, gli scolmatori a lato carreggiata avevano le grate a filo asfalto e anche le lastre di pietra di via Po erano disposte senza scalini. era una favola!

sono queste le parole che mi dice G ogni volta che lo vedo.

un paio di volte ho ascoltato le sue memorie stradali nella sala d’aspetto della sua chiropratica, le volte che ho dovuto accompagnarlo io perchè non riusciva più a muoversi.

G vede la sua chiropratica almeno 4 volte all’anno e lo stesso fanno tutti i suoi conoscenti che utilizzano lo scooter. il periodo più lungo degli ultimi 15 anni in cui G ha fatto a meno di lei è stato di 156 giorni. tanto era il tempo trascorso che la sua chiropratica arrivò anche a chiamarlo.

ho cambiato le sospensioni dello scooter e sto facendo molta più attenzione rispetto a prima. così riesco ad evitare moltissime buche e la schiena non mi fa per niente male”, disse G alla sua chiropratica che gli chiedeva sua notizie.

ottimo. ottimo. fa benissimo a fare più attenzione. purtroppo però, credo che ci vedremo presto ugualmente. arrivederci

le parole della chiropratica suonarono a G in maniera un po’ strana, quasi malauguranti pensò.

la notte seguente alla curiosa conversazione, G sentì parecchio baccano proveniente dalla strada sotto casa  e, in maniera più ovattata, anche da più lontano. aveva notato i cartelli che avvisavano i prossimi lavori di posa delle condotte del teleriscaldamento e pensò che, benchè il rumore fosse un po’ fastidioso,  realizzare  i lavori di notte diminuiva i disagi di quelli che, come lui, dovevano viaggiare molto per le strade di città.

la mattina successiva G, appena oltrepassata la rampa del suo garage e posate le due ruote sulla sede stradale, svoltò verso sinistra come al solito, aggirando la consueta auto parcheggiata a bordo strada e  finì dentro a un lungo scavo di circa 30 cm di larghezza solo parzialmente colmato. non se l’aspettava e, prima di riuscire ad uscire da quello che era un vero e proprio solco da monorotaia, lo percorse per oltre 20 metri, rimbalzando ad ogni asperità. una vola uscito dal cratere, G accostò lanciando improperi e maledizioni. guardandosi attorno, vide che i cartelli di avviso del cantiere in corso e le barriere delimitanti le buche erano sì presenti, ma erano disposti in maniera strana. soprattutto le barriere che delimitavano la monorotaia: in corrispondenza del suo garage erano spostate. pensò che, probabilmente, qualcuno per parcheggiare le aveva allontanate dalla propria auto. una volta ripartito e svoltato sulla via principale, G si trovò a percorrere un lungo tratto senza asfalto con una buca dietro l’altra: unica compensazione presente era la presenza di operai che bagnavano la strada per evitare polveroni sahariani.

quando arrivò in ufficio, G smontò dallo scooter e una fitta dolorosa lo paralizzò dalla schiena al piede sinistro. non poté far altro che chiamare la sua chiropratica e fissare un appuntamento: lei non sembrava per niente sorpresa.

tutto ciò gli mise una pulce nell’orecchio.

parlando con alcuni suoi amici scooteristi, G apprese che, in diversi casi, delle buche nate improvvisamente sotto le rispettive case erano state causa di dolorosi mal di schiena che portarono ad altrettanti appuntamenti con i relativi chiropratici.

un giorno G decise di fare caso alla disposizione di alcune buche e si accorse, quasi con raccapriccio, che moltissime erano ubicate in porzioni di strada non visibili a causa di svolte e incroci, dissuasori di velocità, cassonetti dei rifiuti, automobili parcheggiate a bordo strada e così via.

G, quindi, fece 2+2.

il risultato fu che comprese il piano machiavellico che aveva ordito l’A.CHI.NA.T.I., l’Associazione Chiropratici Nazionali Titolati Italiana.

ma scoprire la cospirazione in atto non gli servì a niente.

ho provato a fare diverse denunce a carabinieri e polizia ma mi hanno sempre preso in giro. dopo l’ultima denuncia e dopo che per qualche giorno sentivo gli ammortizzatori dello scooter particolarmente duri, mi sono accorto che le molle erano bloccate da piccoli distanziatori in acciaio: capisci, qualcuno mi aveva manomesso lo scooter! non voglio fare la fine di mel gibson in quel film con julia roberts, non ho mica tempo!

l’accenno al film “ipotesi di complotto” mi fece un po’ sorridere, anche perchè non presi sul serio la conclusione a cui era arrivato G. spesso le coincidenze fanno nascere bislacche convinzioni senza reali e confermate prove: come succede, peraltro, con la maggior parte delle ormai migliaia teorie cospirazioniste.

poi, un anno fa, comprai uno scooter.

la scorsa settimana sono andato da un chiropratico per la prima volta nella mia vita.

spero che questa denuncia pubblica non mi causi conseguenze fastidiose.

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aggiornamento del febbraio 2020

SONO TROPPO FORTI! NON C’È MODO DI COMPETERE CON LORO! HO PROVATO ANCHE IO A FARE UNA DENUNCIA. IL GIORNO DOPO SONO FINITO IN UNA BUCA PIENA D’ACQUA CHE NEI GIORNI PRIMA ERA PROFONDA UN DITO…ERA PROFONDA 25 CM!!!! MI SONO RIBALTATO E VI STO SCRIVENDO DALL’OSPEDALE IN CUI MI HANNO RICOVERATO PER FRATTURE MULTIPLE. NON C’È MODO DI DIFENDERSI. LE BUCHE RIMARRANNO SEMPRE SULLE NOSTRE STRADE E NON POTREMMO FARCI NIENTE…A MENO DI TORNARE A GUIDARE SOLO AUTO INTASANDO COMPLETAMENTE LE STRADE!! A QUEL PUNTO SARANNO GLI PSICOLOGI E GLI ARMAIOLI A GUADAGNARCI…

LASCIO PERDERE…

 

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