ama il prossimo tuo, in prossimità

un paio di giorni fa ho tolto ad un mio vecchio odio il bollino “in evidenza”: è quello che si intitola “è colpa di satana!”, dove cristiano ceresani, un collaboratore del ministro fontana, parla di satana come tra i responsabili del riscaldamento globale.

e per tutti quelli che non lo sapevano, faccio una pausa per permettere di comprendere il fatto.

lo avete sedimentato?

bene.

oggi ho letto che, in una recente intervista, il ministro fontana ha citato la bibbia per giustificare la politica della lega riguardo i migranti…

bisognerebbe anche guardare un po’ il catechismo. c’è un passaggio da tener conto: <<ama il prossimo tuo>>, cioè quello in tua prossimità

avete letto? ama il prossimo in prossimità…

i prossimi da lontano non sono da amare o, almeno, sono da amare dopo aver amato tutti quelli in prossimità.

ho dovuto rivedere l’intervista, ho dovuto rileggere la trascrizione pensando che la mia ipoacusia bilaterale fosse di colpo peggiorata…l’ho riletta almeno 5 volte.

ama il prossimo tuo, cioè in tua prossimità.

da ateo, sto ridendo alzando gli occhi al cielo e mi è anche scappato un “minchia, geniale!”

e rido, rido, rido, rido…

esattamente come mi ha insegnato Pierre-Augustin de Beaumarchais.

smetto di ridere per segnalare un concetto importante.

quando i governanti iniziano a citare i testi sacri per giustificare e dare credito alle loro politiche significa che la razionalità è morta e ha lasciato campo a qualcos’altro: scegliete voi cosa sia questo qualcos’altro.

ritorno a ridere, esattamente come ai vecchissimi spettacoli di benigni in cui riusciva a rendere logica la connessione tra qualsiasi parola suggeritagli dal pubblico.

la cosa divertente è che c’è una logica, ma solo nella traduzione italiana: prossimo e prossimità hanno la stessa radice ma, per esempio, in inglese si utilizza la parola neighbor che ha soprattutto il significato di vicino di casa, e un vicino di casa può essere anche una persona che arriva da 10.000 km di distanza. e anche qua, in italiano vicino è contrario di lontano, ma le differenze linguistiche sono spesso lo specchio delle culture, religioni e società, e si potrebbe andare avanti per giorni, in piacevoli conversazioni accademiche.

insomma…la logica etimologica (soprattutto se di origine religiosa) dovrebbe rimanere pane per i linguisti, i religiosi e i comici.

non per i politici.

perchè dio, di qualsiasi natura, colore, origine e sesso, nel corso della storia è stata la giustificazione/causa urlata da migliaia di governanti per convincere e spronare i loro sudditi/elettori a spezzare le reni ai loro vicini e, da quando hanno inventato il motore a scoppio, anche ai vicini più lontani.

quindi, ridiamo…

ma facciamo attenzione.

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