ma pensa, a palazzo chigi sono tutti conigli!

la pausa senza odio è già finita.

india e metafore sono state sostituite dall’approvazione del d.e.f. 2019 (documento di economia e finanza), la dichiarazione ufficiale con cui il governo (in particolare il consiglio dei ministri) mette per iscritto le sue previsioni sul futuro dell’economia, indicando anche le strategie che pensa di attuare per gli anni successivi. qui potete trovare il documento ufficiale, senza alcuna interpretazione.

è un massacro.

riguardo alla crescita economica attesa per il 2019, nonostante le cifre sbandierate nei mesi passati, con la vecchia cariatide paolo savona, per fortuna molto ex ministro degli affari europei (ahahahahah), che parlava addirittura del 2%, il governo si è dovuto rimangiare tutte le vaccate pronunciate fino ad oggi: la crescita stimata è dello 0,2%.

e poi…come al solito da 30 anni, le sole cose che aumenteranno, saranno il deficit pubblico, dal 2 al 2,4% e il debito pubblico, che passerà dal 132,2 al 132,7 % del prodotto interno lordo, aumentando ulteriormente i milioni di milioni di debiti che continuiamo a regalare alle generazioni future.

come sempre accade, dopo l’approvazione di qualsiasi documento di governo, la sala stampa di palazzo chigi era gremita di giornalisti, soprattutto ieri.

non si è presentato nessuno.

nessun rappresentante di governo ha avuto il coraggio di mostrare la sua faccia da culo.

nessuno.

soprattutto salvini  che quando c’è da parlare di immigrati e della cattiva europa ha sempre il colpo in canna, ma quando c’è da parlare di numeri ufficiali, oltre a quelli sparati a caso, si ritrova sempre con la polvere da sparo bagnata.

e, in questo caso, il suo fucilotto da cacciatore di conigli era più scarico di quello di rocco sifredi alla fine di una giornata di lavoro.

riguardo di maio, poi, direi che ormai c’è poco da dire: un ministro dello sviluppo economico di un partito ammazzacaste i cui provvedimenti  più importanti fino adesso sono stati quello di aumentare le auto blu e di regalare agli italiani il debito del comune di roma (ma ci sono ancora 54 giorni di speranza per gli italiani). oltre a quello, ovvio, di relegittimare l’affaccio al balcone come attività governativa.

tra l’altro, ma qui vado solo a naso, nel d.e.f. è anche scritto che il governo ha deciso di non impugnare la legge della provincia autonoma di trento (una variazione al bilancio previsionale per i prossimi 3 anni) in cui, sono sicuro, i politici trentini si sono di nuovo garantiti i rimborsi per andare da casa al palazzo della provincia di trento.

tutti i giornali hanno commentato negativamente l’operato del governo e, soprattutto, il fatto che nessuno, tra i ministri, abbia avuto qualcosa nella sacca scrotale per mostrarsi in sala stampa.

solo quell’opuscolo per indottrinati che risponde al nome de la verità, diretto da belpietro, lavorante berlusconiano indefesso, che l’ordine dei giornalisti ha provato più volte a silurare, ha scritto che il governo non ha fatto male (ma, lo ammetto, non ho potuto leggere tutto l’articolo a riguardo…ogni volta che provo a leggere qualcosa su sto robo, attacchi di panico mi fermano alla prima pagina –oggi c’è un titolo che dice che in italia ci sarebbe un vergognoso mercato delle donne in affitto, sopra una foto di una donna incinta nuda, un’altro dove dice che il farmaco che blocca la pubertà farà aumentare i ragazzini transgender, che sarebbero già moltiplicati come cinesi e un’altro in cui si dice che le scuole indottrinano gli studenti dicendo che il fascismo è stato cattivo…neanche sui siti di cospirazioni statunitensi si trovano, tutte insieme, così tante fregnacce).

ma a salvini è bruciato soprattutto perchè non ha potuto inserire nel d.e.f. la previsione di revisione delle quote i.r.p.e.f., introducendo un’unica aliquota al 15% per tutti coloro che guadagnano fino a 50.000€, che lui definisce “ceto medio”.

peccato che 50.000€ sia più del doppio del reddito medio italiano.

quindi, non ci vuole un matematico esperto per capire che, se si abbassa così tanto la tassa i.r.p.e.f. per così tante persone, anche quelle che guadagnano il doppio della media, le casse dello stato si troveranno con ancora meno soldi.

tria, il ministro dell’economia, sembra abbia dovuto impegnarsi molto per non cedere, spiegando che approvando la flat tax, per ritrovare i soldi non incamerati, si sarebbe dovuto aumentare l’i.v.a. e, sembra, si sia anche dovuto sorbire le urla di salvini che, piagnucolando, diceva che la flat tax è nel contratto di governo (ma, forse, e sto speculando, sul contratto non si parla di soglia fino a 50.000€).

che dire, per chiudere con la morare.

il politico onesto è forte con il forte e accondiscendente con il debole.

il politico populista è forte con il debole e accondiscendente con il forte.

e non ha il coraggio di commentare ciò che ha appena approvato.

 

pensierino della notte riguardo alla flat tax: possibile che i politici non riescano mai a tagliare le tasse solo a quelli che guadagnano veramente poco, ma debbano sempre mettere nel mucchio anche quelli che se la passano bene? non dico che a quelli che guadagnano fino a 50.000€ non si debbano offrire incentivi, ma neanche che si dica che loro sono quelli medi, quando più della metà degli italiani non arriva neanche a 15.000€ all’anno.

se poi, al momento, in caso di flat tax, l’unica soluzione per recuperare i soldi non incassati con le tasse “i.r.p.e.f.” è quella di aumentare l’i.v.a. con scatti progressivi per diversi anni…non sarebbe come tappare la falla del titanic con un dito?

 

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