non è sfortuna, è colpa nostra

ovvero,

le traslocazioni cromosomiche non sono casuali

non ho mai creduto nel destino.

per fortuna, la mia ignoranza nella matematica non mi ha mai impedito di intuire la potenza della casualità e della statistica.

per esempio…

se mentre sei in viaggio in ladakh (india), su una montagna a monte di leh, sperduto in mezzo ad un paesaggio lunare, incontri un tuo vecchio compagno delle elementari che non vedevi da 30 anni, non è destino, ma è l’effetto di una probabilità, bassa, molto bassa, ma sempre una probabilità.

se mentre pedali  velocemente con la tua mountain bike su un marciapiedi, improvvisamente esce da un portone un uomo con un cocker che tu schiacci cadendo a terra, spaccandoti una gamba e beccandoti anche una richiesta di danni morali per 200.000€, non è destino, è l’effetto di una probabilità amplificata dalla tua idiozia e dal tuo menefreghismo del codice della strada.

se mentre guidi su una strada trafficata un chicco di grandine pesante 1 chilo sfonda prima la capote e dopo il tuo luccicante cranio, non è destino, è l’effetto di una probabilità amplificata dalla densità demografica sulla strada che stavi percorrendo e dal tuo amore per le auto cabriolet.

se ti ammali di tumore, non è sfortuna, è colpa delle tue abitudini e/o dell’ambiente che ti sei scelto per vivere.

dopo anni in cui i principali studi sulla possibilità di contrarre un tumore, peraltro realizzati e/o influenzati dal medesimo medico (tale bert vogelstein), hanno identificato nella SFIGA la causa primaria del cancro, un recente e ben più corposo studio europeo ha individuato nelle abitudini di vita e nell’ambiente che ci circonda la principale causa di translocazione cromosomica del dna, ovvero la partenza da cui inizia qualsiasi forma tumorale.

certo, non è solo colpa della nostra decisione di fumare, di mangiare 3 etti di zuccheri o 3 bistecche al giorno, di non mangiare frutta o verdura cruda, di bere alcolici ogni giorno, di non fare nessuna attività fisica…anche se, così, sei sulla buona strada. a volte è anche colpa dell’ilva di turno vicino a casa che ti riempie il giardino di arsenico, diossina o piombo. e, a volte, è anche colpa delle rocce sotto le fondazioni della tua casa che rilasciano eccessi di radon. in questi casi dovresti essere tu a capire che, probabilmente, sarebbe meglio trasferirsi a nuoro, rinunciando al televisore a 99 pollici e alla bmw, per rischiare di morire a 99 anni, solo perchè un toro da mezza tonnellata ti ha scambiato per un suo rivale.

la translocazione cromosomica del dna non avviene a caso.

è la scienza che ci dice, ancora una volta, che siamo noi che decidiamo ogni cosa e che non esiste nessun’altro che ha tracciato, al posto nostro, la strada da percorrere.

non esiste destino o divinità di alcun tipo che ci fa uccidere, decidere, amare, ammalare, scegliere o credere…

facciamo tutto da soli.

spesso, invece, rimaniamo influenzati da qualche tradizione, abitudine, politico, santone, sacerdote o affabulatore che ci convincono, a volte senza sforzo, che tutto avviene a causa di una volontà più forte di noi…oppure, molto più semplicemente, perchè è dio che lo vuole.

credenze ed ignoranza (nella matematica) che NON ti fanno capire quanto certa gente ti prenda per il culo.

credenze che ti convincono che:

  • se vinci è perchè lo vuole dio,
  • se perdi è perchè non hai creduto in dio,
  • se ti ammali è perchè hai fatto un torto a dio.

ma anche l’ignoranza non scherza. come quella che ti convince dell’esistenza dei numeri ritardatari del lotto, che non ti fa capire che il 49 sulla ruota di bari, ad ogni estrazione, è sempre in mezzo ad altri 89 numeri e ogni volta ha sempre la stessa probabilità di essere estratto: 1 su 90.

credenze ed ignoranza ti convincono che, quando succede una cosa bella è merito di dio, viceversa, quando succede una cosa brutta, è colpa del destino, della società, dei comunisti…

o della SFIGA.

invece, la scienza, ma anche la storia, ci dice che è sempre merito o colpa nostra.

l’abitudine a credere in una forza ultraterrena che sovraintende tutto quanto, ci porta a pensare che la colpa sia sempre di qualcun’altro.

sempre.

se perdiamo il lavoro, se non troviamo il lavoro, se non guadagniamo abbastanza, se non possiamo andare in vacanza dove e quando vogliamo, se non riusciamo a trovare amici o compagni, se il nostro vicino vive meglio di noi…è sempre colpa della società, dell’ingiustizia, della sfortuna…

del destino.

se, invece, durante una partita di calcio segniamo un goal senza farci male, è grazie a dio che ci ha fatto centrare la porta e ci ha protetto…

non è merito dell’allenamento o, semplicemente, della statistica.

i tumori vengono per colpa nostra.

la scienza ha ulteriormente inciso il solco che divide i razionalisti dai credenti.

anche quelli che credono che non è mai colpa loro.

6 commenti

  1. Non voglio convincere ma far riflettere.
    Le cose che dici sono la negazione che viene sempre prima dell’affermazione, così almeno è stato per molti.
    Ma poi arrivano nozioni e studi che portano nuova luce, spero che condividere ciò che ho scoperto getti nuova luce sul tuo pensiero.
    Un paio di link che ho scritto e che parlano di scienza umana e sacra.
    https://elevarsi.wordpress.com/2016/07/19/il-libro-il-calamo-il-tempo-e-noi/
    https://elevarsi.wordpress.com/2016/06/23/destiny-and-free-will-quantum-physic/ (questo in inglese)

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    1. Andrò senz’altro a leggere quello che hai scritto. Tieni conto che, a volte, aleggia su di me un nichilismo temporaneo che mi fa scrivere di getto. D’altra parte, spesso, mi capita di incontrare persone che hanno condotto un regime di vita, chiamiamolo “dissoluto” che si lamentano per i malanni (di tutti i tipi) che stanno vivendo (secondo loro, subendo). Ovviamente, la mia condizione di ateo-razionalista e negazionista di ogni imposizione extra-umana ha fatto abbinare la mia scoperta nella ricerca medica in oggetto alla facilità italiana di dare sempre la colpa ad altri. Buona settimana…Diego

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      1. Ciao Diego, anche il mio modo di scrivere, spesso appositamente, è strano e di getto.
        Ma se non mi hai risposto forse non ho colpito la tua curiosità o non mi sono fatto capire…
        Se ti va, parliamone. Cheers

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      2. Ho letto”Il Libro, il calamo, il tempo e Noi” e mi hai senz’altro incuriosito! E, ovviamente, sono andato a spulciare il tuo blog: mi riprometto di continuare con mente e tempo più scombri. Hai scelto uno stile che impone attenzione (ce ne fossero come te!) e gli argomenti proposti non accettano una lettura frettolosa. Di certo, ti posso dire che la possibilità che i personaggi del “nostro libro” possano scegliere se andare in linea retta o tortuosa (anche per presunzione) la trovo affascinante ma, per me, trova un intoppo nel presupposto di base: il libro. Per me non esiste alcun libro (e questo, dal limitato scritto qui sopra, si poteva già considerare un “mio” postulato). Ma questo dimostra quanto possa essere bella la dialettica filosofica, di cui non ricordo nulla ma che ancora mi pervade nella sua essenza. Probabilmente, in un ipotetico limbo eterno, potremmo continuare la discussione dell’infinito. Un saluto!

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      3. Grazie per i complimenti.
        In effetti per discutere bene dovremmo farlo davanti ad un bicchiere di tè, sarebbe di miglior effetto…
        Per quanto riguarda il “libro” questo devi vederlo come è visto l’ambito scientifico del mondo quantistico, ovvero ciò che viene scritto dalle penne (ovvero il movimento degli elettroni e positroni) avviene tutto nello stesso momento o quasi, quindi ciò che dovrà avvenire, è scritto nello stesso tempo di ciò che è avvenuto in precedenza, ovvero c’è un superamento del concetto temporale.
        Ma lo dice la scienza umana, non sacra. Io quello che riporto è che in effetti questo che si pensa essere un ambito microscopico e basta, in realtà è il nostro stesso ambito, solo che vivendolo dall’interno (del tempo) non lo capiamo.
        Bhe ora pero mi cheto, non voglio insistete.
        Grazie per avermi letto. Ciao.

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