la colpa non è di nessuno

sono qui, seduto davanti al mio vecchio portatile, a leggere, per l’ennesima volta, che non ci sono colpe politiche per le morti causate dal dissesto idrogeologico e l’urbanizzazione illegale.

nei suoi quasi 10 anni di vita, il mio portatile me ne ha passate già tante, di archiviazioni, assoluzioni o prescrizioni.

i bravi politici, spesso anche avvocati, sono dei maghi nel prepararsi le vie di fuga e i giornali, o quanto meno gli articoli più letti, preferiscono parlare di furbi opportunisti che usano gli scranni parlamentari per fare sceneggiate, utili solo a scansare l’attenzione dagli argomenti più importanti (per esempio, per merito del marketing aggressivo della lega senza nord, che vuole mostrarsi bella e culturalmente molto nella media, adesso in parlamento ci si permette anche di fare dichiarazioni di matrimonio…tra l’altro, costruite ad arte).

vorrei sempre scrivere di viaggi, arte o bagatelle associate a mie fotografie. vorrei, ma ho perso la vena…(anzi la venula, anzi no, sono onesto, il capillare).

non è soltanto perchè mi alleno poco nella scrittura o perchè mi manca l’ispirazione o perchè ho chiaramente dei limiti letterari.

il problema principale è che alcune notizie mi prosciugano da ogni verve lasciandomi solo un’enorme senso di frustrazione che, spesso, non mi permette neanche di trasformarlo in catarsi critica.

ma veniamo al punto.

anche per l’albergo di rigopiano, gran sasso, abruzzo, distrutto da una valanga nel 2017, nessun politico sarà condannato per la morte di 29 persone, per il semplice fatto che la procura ha chiesto l’archiviazione di quasi tutti gli indagati (22 su 25…e i 3 rimasti sono pesci piccoli, piccoli, piccoli).

il gip preposto (giudice per le indagini preliminari…PRELIMINARI, dopo quasi 3 anni…) ha scritto, tra il resto, che alcuni dei politici inquisiti non avrebbero comunque potuto cambiare il corso degli eventi neanche volendo, perchè l’iter di stesura dei piani riguardanti le valanghe avrebbe richiesto più tempo, anche se lo avessero fatto partire appena insediati. in pratica il gip, non solo ha scritto che presidenti della regione/provincia/comunità valle montana/ecc., ex e non, non avrebbero potuto cambiare nulla, ma anche che la burocrazia è talmente lenta che la gente sarebbe morta lo stesso.

la gente morta, LO DICO IN MAIUSCOLO COSÌ È PIÙ CHIARO, non è morta a causa di una valanga, è morta perchè si trovava in un edificio che non sarebbe mai dovuto essere costruito.

NON ESISTONO VALANGHE ASSASSINE, FRANE ASSASSINE, TERREMOTI ASSASSINI, TORRENTI ASSASSINI, esistono uomini che si trovano al momento sbagliato (e qui, posso acconsentire) in posti sbagliati (nel senso che non dovrebbero esserci o non dovrebbero essere costruiti in quel modo, parlando di terremoti).

ed è questo il problema di fondo, che sembra sempre molto trascurato: quell’albergo, per com’era, era abusivo e non avrebbe dovuto trovarsi lì. ma l’abusivismo si condona

il problema degli italiani, volutamente tenuti molto nella media, è che non capiscono che l’abusivismo, condonato o no, uccide.

qualsiasi discreto geologo (ma potrei anche dire mediocre, talmente la morfologia è evidente) non avrebbe mai permesso la costruzione, nè tanto meno il condono, di un edificio in quel punto di rigopiano. anche senza carte valanghive già approvate, NESSUN GEOLOGO avrebbe acconsentito all’edificazione: è evidente che quella zona è pericolosa e non è idonea ad essere urbanizzata.

eppure la piccola baita è diventata un albergo con tanto di spa.

un albergo con spa che richiamava un sacco di gente che nulla sapeva di rischio idrogeologico.

però, in quell’albergo, 29 esseri umani di questa gente sono morti.

ma la colpa non è di nessuno.

non è di nessuno.

di nessuno.

la colpa però, non solo non è di nessuno, ma è di tutti quelli che vogliono costruire dove gli pare, di quelli che lo permettono e, soprattutto, dei mentecatti che condonano quegli abusi.

ma tanto lo fanno perchè…

“tanto lo fanno tutti” e, se capita qualcosa, la colpa non è mai di nessuno.

il nessuno che piace tantissimo ai politici.

il nessuno che fa scuotere la testa agli italiani brava gente, gli stessi che il giorno dopo hanno la betoniera nel campicello per costruirsi la casetta.

che tanto…“che pericolo c’è?”.

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