le radici, lasciale al ficus

l’evoluzione della società è nata dal nomadismo.

l’uomo discese dalla sua prima casa sugli alberi e iniziò ad esplorare il mondo.

che era esattamente com’è adesso, solo con molti più ghiacciai.

il primo condominio arboreo fu in africa, o forse fu in australia o in indonesia.

ma questo è assolutamente irrilevante: sapere dove si sia svolta la prima riunione condominiale interessa “solo” agli antropologi.

resta il fatto che l’uomo nacque in un posto e delle sue radici non gliene fregò più un cazzo.

il progresso dell’umanità è nato con i viaggi, sia essi legati al commercio, sia legati all’immigrazione…a volte anche al turismo.

questo non vuol dire che si debbano spendere 10 miliardi di euro (e più) per realizzare una tratta di alta velocità ferroviaria, quando si hanno le strade ridotte a colabrodi, con ponti che crollano e ferrovie che cumulano ritardi pari alla gestazione di una balenottera. e no, non si può fare l’una e manutenere le altre contemporaneamente.

questa era una parentesi d’obbligo.

sapete cosa porta il conservatorismo, il protezionismo…l’autarchia?

nasi grossi e cervelli piccoli.

avete mai fatto un giro nelle pinacoteche piemontesi? quella albertina o quella sabauda?

verso la fine del 1700 la famiglia reale savoia, a forza di infiocinarsi tra cugini di primo grado (e non solo) erano ridotti a nasi ambulanti, con menti minuscoli e, francamente, la capacità di razionalizzare pari ad un colibrì.

solo a metà dell’800, aggiungendo un po’ di codice genetico nuovo, la situazione è lievemente migliorata.

ma non di molto.

per fortuna, c’erano personaggi esterni alla famiglia che hanno fatto progredire l’italia. altrimenti, a quest’ora, saremmo un paese di pinocchi (anche nelle fattezze…per quanto riguarda il fisco e la politica lo siamo sempre stati).

l’evoluzione umana migliora solo se i codici genetici si mischiano.

e si mischiano solo se la gente si sposta da un posto ad un altro.

ma spostarsi da un’altra parte (e non nei canonici 10 km entro cui, generalmente, si muovono gli italiani) non migliora solo l’umanità, migliora anche il singolo uomo già durante la sua vita.

viaggiare, visitare paesi diversi, lavorare in posti lontani (o anche in un’altra regione), ti fanno capire ciò che di buono e cattivo abbiamo. senza il confronto, non si può sapere se si può migliorare.

e se non si può viaggiare per problemi economici, basterebbe interagire con persone che arrivano da lontano. chiedere loro perchè si sono trasferite, come si trovano in italia, se tornerebbero al loro paese, cosa trovano di buono qui da noi, e così via.

il problema è che ci sono persone che preferiscono speculare sulla paura del cambiamento: è meglio lasciare tutto com’è, proteggendolo dal cambiamento, fino a quando riesco a guadagnarne…dopo, ci penserò se sarà necessario.

se conoscessero un po’ più di Storia e Geografia, gli italiani capirebbero più chiaramente qual è la direzione da prendere per migliorarsi.

e la direzione, non è mai quella della paura del diverso.

la direzione, non è mai quella della paura del cambiamento.

la direzione da prendere è sempre quella che porta lontano dal proprio nido, sia esso natale che mentale.

perchè…

le radici, è meglio lasciarle al ficus.

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