dovunque cada, l’alba sulla mia strada, non dovrà esserci nessuna chiesa che esige

dovunque cada, l’alba sulla mia strada

senza catene, vi andremo insieme

 

non mi sono mai considerato un poeta.

e non è neanche la mia aspirazione segreta.

vorrei sapere scrivere romanzi, quello sì.

anzi, mi basterebbe saper concludere romanzi.

che poi, se dovessero venire fuori belli, sarebbe una cosa in più.

per un percorso mentale contorto che non ha neanche senso ricostruire, Pierangelo Bertoli è tornato a cantarmi le sue canzoni.

era dal 22 settembre 2012, quando andai al concerto Italia Loves Emilia, che non lo ascoltavo più.

ci andai con la mia nuova alba e la sua migliore amica.

che oggi ha fatto nascere leonardo.

leonardo da tagliaferro.

ma questa sarà un’altra storia.

 

di sicuro, parte del motivo per cui ne sto scrivendo è che Pierangelo era anticlericale.

di uno di quelli duri…e che sapeva spiegarne bene il motivo.

ieri la banda bassotti vescovile italiana ha detto che esige che il governo permetta agli italiani di assistere alle messe.

le messe…

nelle chiese italiane.

luoghi evidentemente predisposti, fin dall’origine, a seguire qualsiasi norma di sicurezza sanitaria.

che era la prima cosa a cui pensavano, quando progettavano una chiesa nel 1500.

messe dove si distribuiscono dischetti di pane azzimo che, per grazia divina, nessuna entità maligna potrebbe mai contaminare.

perchè dio lo impedirebbe.

come ha impedito la pandemia di covid-19.

 

forse anche perchè la chiesa esige, mi è tornato in mente Pierangelo.

mi è tornato in mente il tempo in cui guardavo ancora il festival di sanremo.

mi è tornata in mente la serata finale del 1991.

mi è tornata in mente l’ovazione per Pierangelo alla fine della sua ultima esibizione, l’interruzione della scaletta (un’eresia per sanremo) e il ritorno suo e dei Tazenda sul palco.

mi è anche tornato in mente cocciante: il vincitore del festival con qualcosa che parlava di stare insieme perchè c’è un perchè.

ma soprattutto, mi è tornato in mente il verso con cui ho aperto questo mio odio.

che questa volta, lo giuro, trasuda un veleno che sta corrodendo la tastiera.

perchè?

perchè la chiesa esige.

 

Pierangelo, se fosse ancora vivo, probabilmente stapperebbe una bottiglia di lambrusco e si metterebbe a scrivere una canzone sul fatto che la chiesa esige dallo stato italiano.

io non sono un poeta, e darei un pezzo di falange di un dito a scelta della mia mano destra per poter scrivere un verso come quello lì sopra, oppure questo

e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti  

ho avuto la fortuna di ascoltare il figlio alberto, Ligabue, Baglioni, Zucchero, Jovanotti, Mannoia, i Litfiba, tra gli altri, che cantavano insieme a muso duro, la canzone con cui Bertoli chiudeva i suoi concerti.

una canzone che stasera ho riascoltato molte volte.

perchè sono un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro e non voglio più vivere in un mondo dove una qualsiasi chiesa, che di aperto nel futuro ha solo il conto in banca,

ESIGE.

 

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...