un tuffo in un mare di smeraldi

è dura non essere coatto qualche volta.

la prima volta che vidi una donna in burca in un aeroporto internazionale pensai: “ma come fanno i musulmani ortodossi a capire cosa c’è lì sotto?”

quella donna era seduta, con due bambini in braccio, su una delle chaise longue del gate da cui ci saremmo imbarcati su un aereo che ci avrebbe portato a Delhi.

la prima cosa che notai, quasi come se sprizzassero scintille, furono gli occhi, incorniciati da un trucco favoloso.

come favoloso era il colore antracite dei suoi iridi.

non riuscii a non guardarla…per molti istanti. e lei se ne accorse. e, credo, mi sorrise.

poi si alzò dalla sedia…

era un’enorme pera fino a poco prima mimetizzata dalle tante balze del burca nero e dai suoi figli.

la ciccia, purtroppo, è un tipico merito classista da ostentare in gran parte del medio e meno medio oriente.

d’accordo.

aveva occhi che ti bucavano i lobi frontali, talmente erano penetranti. ma anche il suo peso, probabilmente, sarebbe riuscito a penetrare un solaio di una delle case abusive dell’irpinia.

sguardo affascinante e stordente su un corpo con massa da massiccio himalaiano.

altre volte, in altri aeroporti e in alcuni paesi mussulmani, mi è capitato di vedere degli sguardi seducenti spuntare da chilometri quadri di tessuto nero.

e ogni volta, mi sono ritrovato a pensare alla tensione/speranza che devono provare i loro fidanzati la prima volta che vedono quelle donne senza carta da pacchi.

perchè è questo che sono…pacchi dono misteriosi pronti ad essere scartati da uomini che possono trovarci sia l’ultima x-box con 100 videogiochi preinstallati, sia un maglione verde marcio ricamato con una renna color merda.

perchè mi sono improvvisamente trasformato in grezzo e gretto uomo da spogliatoio di palestra?

perchè con il covid-19 anche noi uomini cristiani occidentali siamo diventati come i nostri cugini musulmani…

poveretti ammaliati da sguardi folgoranti emergenti da mascherine anti sars-cov-2!

non so se sono le donne che sono diventate più brave o, semplicemente, perchè da marzo siamo costretti a guardare meglio gli occhi di chi ci sta davanti.

fatto sta che ogni volta che esco là fuori mi ritrovo ad ammirare qualche sguardo degno di Marlene Dietrich.

e ho scoperto che mi piace.

mi piace concentrarmi solo sugli occhi, notare quanto possono essere espressivi, luminosi…chiarificatori.

è bello scoprire quanto si riesce a capire da un essere umano (meglio se donna) scrutandogli, in profondità, quelle palle multicolori ai margini del naso.

ci scopri di tutto, se fai attenzione.

e, forse, ti viene da pensare che lo scartare un regalo è forse una delle emozioni più forti che si possano provare.

e pazienza se, ogni tanto, salta fuori una renna.

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