i cartelli sui balconi distraggono le menti delle pecorelle

ho appena letto che ad una donna di sant’agnello, penisola sorrentina, è stato intimato di togliere un cartello, 1 metro per 80 cm, attaccato alla ringhiera del suo balcone.

distrae.

uno striscione su un balcone di paese distrae, centinaia di cartelloni pubblicitari 7 metri per 5 in autostrada, no.

la sant’agnellina, che avrà bisogno di tutta l’innocenza profusa dalle dottrine cristiane, si è permessa di distrarre le povere menti delle tante pecorelle italiche.

sul suo cartello è riportato un concetto che dà molto fastidio a tutti gli italici sovranisti, destrirsi, guerrafondisti …e anche sindacalisti, che tanto l’importante è che ci sia lavoro (anche per loro), non importa come:

verità per Giulio Regeni

il ricercatore italiano massacrato dai servizi segreti egiziani perchè stava raccogliendo materiale per il suo dottorato a cambridge (e non a robecchetto sull’induno) sulle condizioni di lavoro in egitto, in particolare, e nel medio oriente, in generale.

Giulio Regeni era uno dei tanti “cervelli in fuga” dal sistema universitario italiano e uno di quelli che, di sicuro,  riempiva di orgoglio mamma e nonne.

il sistema universitario italiano che, dà sì l’opportunità di studiare a tutti senza indebitarsi per la vita come succede negli stati uniti, ma continua a reggersi sul baronato, clientelismo, leccaculismo e mediocretismo.

ma questo è materia per altri miei 1000 odio.

da 6 anni i nostri politici buffoni, vigliacchi, ipocriti e concupiscenti dei petrolieri non riescono a spezzare le reni ad al-sisi, il tirannucolo egiziano che si sente un nuovo faraone e che fa ammazzare gli italiani (e anche tantissimi egiziani).

e, oltre ad ammazzarci, ci prende pure per il culo dicendo che a farlo sono delle non meglio specificate nazioni che vogliono minare “la secolare amicizia italo-egizia”.

ernesto schiaparelli avrebbe dovuto smontarle completamente, le piramidi, e ricostruirle a settimo torinese (dove c’è tanto spazio tra un capannone e l’altro), come succursale del museo egizio di torino!

così all’egitto sarebbe rimasto solo il mar rosso, dove i turisti si possono abbronzare in inverno mentre si fanno ammazzare dai jihadisti (anche con le armi italiane).

troppe armi.

vendiamo troppe armi agli egiziani…

e, soprattutto, i nostri cari gestori non potranno permettersi di inimicarsi i vertici di leonardo, per esempio, una delle tante fabbrichette che danno tanto da lavorare facendo produrre aggeggi che fanno ammazzare.

uno dei classici ricatti socio-economici come quelli, per esempio, che gli agnelli motorizzati o i riva re dell’acciaio ci fanno ingoiare da 60 anni a suon di concessioni e cassaintegrazioni.

e per questo…stiamo zitti.

per questo continuiamo a farci prendere per il culo dal nuovo faraone, sperando che tutti si dimentichino di quello sciocco ragazzo, tanto amato dalla nonna, che, ahimè, andava a rompere troppo il cazzo nei mercati del cairo.

la scoperta della loggia p2 ha appena compiuto quarant’anni.

ma il nuovo ordine è sempre lo stesso.

soldi e potere ti manterranno sempre caldo il sedere.

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