che sia una cospirazione di qualche supporter della cina?

qualche giorno fa ho letto una notizia molto curiosa per chi, come me, cerca di capire se le leggi sono scritte sempre e solo per favorire qualcuno oppure sono progettate con sani principi egualitari.

un decreto legislativo (il 27 del 2021 che entrerà in vigore il 26 marzo) cancella il reato penale di chi produce e commercializza prodotti alimentari tossici, inquinati, adulterati o scaduti: da un anno di arresto e 60.000€ di multa con chiusura dell’attività, si passerà ad un’ammenda amministrativa di, massimo, 3000€.

il decreto, dal solito nome incomprensibile e stesura illeggibile, tradizione perseguita della setta degli avvocati parlamentari per mantenere il loro potere occulto, è questo:

disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625 ai sensi dell’articolo 12, lettere a), b), c), d) ed e) della legge 4 ottobre 2019, n. 117

in pratica, si tratta di una normativa nazionale per adeguarsi alle nuove disposizioni europee, tra le altre cose, in termini di sicurezza degli alimenti e delle loro caratteristiche organolettiche.

ma la cosa curiosa è che l’unione europea non chiedeva di depenalizzare il reato d sofisticazione alimentare, bensì solo di adeguarsi a determinati regolamenti.

infatti, nella prima stesura del decreto passato in parlamento, quando ancora c’era il conte, non si menzionava che si sarebbe abolito l’articolo della vecchia legge del 1962 che mandava in galera chi produce mozzarelle blu o vende riso con teste di topo o vino al metanolo…

no…nella prima stesura approvata non si menzionava nulla di tutto ciò.

poi, qualcuno ha modificato il testo di legge che è stato definitivamente pubblicato in gazzetta ufficiale pronto per entrare in vigore a fine mese.

qualcuno tra l’approvazione e la pubblicazione ha cambiato la norma, ha preso il testo originale e l’ha modificato sperando che nessuno se ne accorgesse prima dell’entrata in vigore.

perchè?

non può essere un errore: non si può scrivere in buona fede una nuova frase che parla di abrogazione di articoli della legge 283 del 1962, caposaldo della salvaguardia delle italiche tavole (sia domestiche che della ristorazione).

non si può. neanche facendo copia incolla.

quindi, qualcuno ha mosso una manina per cambiare una norma che permetterebbe a chiunque, pagando solo una multa irrisoria, di vendere formaggi prodotti con latte di chernobil, carne scaduta nel 1946, o coltivare colonie di staphylococcus aureus nella giardiniera di nonna pippa.

o vendere, (quasi) impunemente, mozzarelle blu.

ma è anche una norma che consentirebbe ad un ristorante cinese con il pavimento ricoperto di grasso esausto di trattore russo di preparare del sushi di tonno morto ai tempi di mao e cavarsela con una multina ammortizzata in una settimana.

 ma, se avete letto bene, ho usato il condizionale.

infatti, qualcuno all’interno del governo del drago (poco cinese e molto gesuita), forse anche grazie ad un articolo pubblicato su la repubblica, si è accorto dell’inghippo ed è corso ai ripari con un decreto legge  del consiglio dei ministri contenente misure urgenti e pubblicato la sera del 19 marzo, che ha ripristinato le pene preventive originali.

essendo un decreto legge, però, dovrà essere ancora convertito in legge dal parlamento.

non è detto che la manina ci riprovi ancora.

ma di chi sarà mai questa manina?

oramai l’emergenza è rientrata e, come al solito, nessuno ci penserà più.

un po’ come della settimana di chiusura dei negozi in lombardia causata dai dati errati comunicati dalla stessa regione che, però, ha poi accusato il governo di voler causare un danno economico alla forza motrice dell’italia.

appena ho letto la notizia sulla repubblica (e poi anche quello che parlava della pezza messa dal drago) ho subito pensato ad un paio di recenti casi di ristoranti cinesi che vendevano cibi scaduti e cucinavano in ambienti reduci da un attacco batteriologico.

sapete…quelle strane connessioni che si fanno quando si sente parlare di qualcosa e la si abbina ad altre che non sembrano avere collegamenti?

beh…qui il collegamento si vede moltissimo.

poi, ho pensato anche a chi, tra i nostri politici potrebbe avere dei benefici a permettere che in italia si possa vendere qualsiasi merda senza subire conseguenze.

apparentemente, nessuno.

tutti sono ligi sostenitori della fiera cucina italiana.

ma, allora, chi è stato?

chi sarà mai colui che ha grossi interessi a vendere qualsiasi vaccata in italia?

la bulgaria? malta? il vaccatistan?

è in momenti come questo che capisco come finirà l’italia quando la gente si lascerà convincere, da buzzurri sovranisti, a lasciare l’unione europea per ritornare fiera nazione, indipendente da ogni ingerenza esterna.

spolpata da cina e russia.

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