italia…tutta un fascio di erba

da bambino sentivo sempre il telegiornale. a volte, avevo anche la possibilità di girare qualche pagina de la stampa che trovavo in giro.

senza rendermene conto, iniziai a costruirmi l’idea che il sud dell’italia fosse un paese diverso dal nord dove vivevo, un posto dove accadevano solo brutte cose, un posto orribile dove vivere.

giornalmente, infatti, sentivo parlare di sparatorie, sequestri di persona, regolamenti di conti, andreotti, persone sciolte nell’acido, rapine, mafia, andreotti, camorra, ‘ndrangheta, omicidi e, soprattutto, andreotti che parlava della questione del mezzogiorno.

quella questione che già avevo letto nei libri di storia quando studiavo il risorgimento italiano (e andreotti già diceva che la mafia era un’invenzione).

una questione che continua a pesare sul debito pubblico (che, ricordo, è quella roba che ci impedisce di ottenere un appuntamento per una visita medica entro la settimana…che ci fa rompere le schiene sulle strade piene di buche…che ci fa studiare in scuole con i tetti che cadono…che ci fa connettere alla rete con velocità da modem a 56k…che fa sprecare oltre il 50% di acqua dai nostri acquedotti colabrodi…che fa pensare ai nostri politici di spendere altri soldi, che non abbiamo, in faraoniche opere pubbliche per risollevare il paese!).

poi sono cresciuto e ho iniziato a interessarmi, prima, ed occuparmi, dopo, di geologia.

scoprii, allora, che nella nordissima valle d’aosta  venivano commessi abusi edilizi da decenni, alcuni dei quali, portarono a decine di morti durante l’alluvione del 2000. e girando la civile vallè, scoprii anche gli intrighi legati al casinò, ai rimborsi criminosi ma legalizzati dalle leggi emanate dalle insulse ed anacronistiche regioni a statuto autonomo, a come parte della loro benzina la paga(va)no gli altri italiani e, anche, che in pratica l’’ndrangheta faceva quello che voleva in mezzo alle folcloristiche vacche da fontina.

incominciai, allora, a pensare che, forse, anche il nord italia non fosse poi un posto così immacolato.

nel frattempo, gli italiani (quasi) tutti continuavano a portare in trionfo berlusconi che, per oltre 20 anni, ha potuto non fare niente per cambiare.

azz…forse sono troppo severo.

in realtà è riuscito più volte a depenalizzare tutti i reati contro il territorio e la salute dei cittadini. soprattutto quelli vicino a tutti gli stabilimenti industriali.

le acciaierie in particolare.

quella dei riva di taranto, per esempio. conosciuta anche come ilva.

riva…vicini di casa lombarda del politico più amato dagli over 70.

e inquina, inquina e inquina, un bel giorno si scoprì che i tarantini che abitano in mezzo a cadmio, mercurio, manganese ed arsenico (ma sempre nei limiti di legge, per carità!) crescono più stupidi di quelli che abitano più lontano dalla fabbrichetta che da tanti anni fa felici tanti grossi portafogli di tanti partiti diversi.

lontano quanto? troppo.

stupidi è una di quelle parole che non si possono più utilizzare, perchè non si può più offendere nessuno: per questo viviamo in un paese immobilistico, che continua a fare gli stessi enormi errori socio-economici di cinquant’anni fa…perchè non si può offendere nessuno, quindi, non si cambia un cazzo.

ma stupidi è una parola che ben riassume la conclusione di uno studio scientifico “una differenza di 13 punti tra il quoziente d’intelligenza dei bimbi più vicini al polo siderurgico rispetto a quelli più lontani.”, che, sicuramente, la politica si appresterà in fretta a tacciare come offesa alla terra che ha dato i natali a tante illustrissime personalità (qui, un elenco).

agli italiani tutti e ai politici in particolare, la scienza ha fatto sempre cagare.

e si è visto…ohhh come si è visto…in questo ultimo anno.

si tirava fuori solo quando, ogni tanto, qualche italiano vinceva il nobel per la fisica o per la chimica (quindi, poche volte, pochissime volte…e Carlo Rubbia che diceva “non esiste un nucleare sicuro”, non lo ha mai cagato nessuno). è sempre stata considerata una roba astratta, la scienza: microscopi, atomi, galassie, conigli e topi squartati.

ma la scienza è tutta attorno a noi e le sue applicazioni o, soprattutto, le sue non applicazioni, sono in tutti i provvedimenti che ogni giorno firmano i nostri bravi politici.

quindi, è assolutamente normale che uno studio come quelle pubblicato da nature (qui, il link diretto all’articolo) e pubblicizzato solo dal fatto quotidiano (altro link) sia lì, in un limbo teorico ben nascosto che serve solo per parlare di quanto è bella la ricerca italiana, ma evitando sempre di prendere in considerazione le sue fastidiose conclusioni.

ma torniamo all’idea che mi ero fatto da bambino: quindi…i brutti e cattivi ci sono solo al sud?

beh…rimane il civilissimo nord est.

trento, per esempio. dove non succede mai niente di brutto.

azz…a forza di sentire parlare di postacci come lecco, aosta e genova, dimenticavo la storia dei rimborsi gonfiati come zeppeling da consiglieri ed assessori…della dottoressa fuggita, e ora scomparsa, dopo essersi licenziata dall’ospedale santa chiara…dell’omogeneizzato scaduto nel 2019 che sta facendo star male un bambinetto da settimane.

cose da italia del sud, vero? ma pensa…accadono a trento.

e, quindi, sotto con altro nichilismo nazionalistico.

non c’è un sud marcio.

c’è un’italia che è tutta un fascio marcio…

dove, presto, salteranno fuori altre paludi da bonificare.

p.s.

ma per fortuna c’è il calcio, il covid e i femmicidi…che distraggono un po’.

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