niente si ripara, tutto si ricompra

una volta conoscevo le leggi.

almeno quelle che riguardavano l’ambiente e la geologia, il mio vecchio lavoro.

mi ricordo di una in particolare del 2003 che parlava di chiudere le discariche e che imponeva la riduzione dei rifiuti. era una legge che recepiva una direttiva della comunità europea: l’hanno ritoccata un sacco di volte perchè continuiamo a produrre un botto di rifiuti e non riusciamo a fare a meno delle discariche (tutto si potrebbe riciclare…questo sarebbe progresso, non le cazzo di grandi opere come il ponte e la tav in valle di susa).

sono sempre stato uno che si affeziona alle cose. boh…forse è feticismo. o forse è solo pigrizia: se la cosa la devi sostituire, devi perdere tempo a trovarne un’altra.

quindi, se la cosa si rompe, il primo pensiero che mi si forma è: “la riparo!”

beh…in realtà il primo è: “che rottura di coglioni! “…poi viene “la riparo!” (ma con tanti cristi).

quando mi si ruppe il semiasse destro della mia citroen 2CV, dondolando per qualche centinaia di metri, la parcheggiai a lato strada davanti alla pizzeria shangri-la di lanzo. poi andai in un deposito abusivo di carcasse di auto e da una vecchia dyane smontai ciò che mi serviva. tornai davanti al ristorante e, in un paio di ore, sostituii il semiasse e tornai tranquillamente a casa.

altri tempi.

quando le cose erano progettate per essere riparate.

questo è un cazzo di trackball della logitech.

il mio secondo trackball della logitech…e il mio ultimo trackball della logitech.

mi porto spesso dietro il portatile e, con esso, anche il trackball (mi piace lavorare comodo): nell’ultimo giro in zaino, mi si sono schiantati i pulsanti.

senza neanche troppi cristi, sono andato a recuperare qualche cacciavite per aprirlo e sistemarlo.

il fondo del trackball si presenta così:

una sola vite a vista.

mmmmmh…non poteva essere solo una. quindi, con tanto ingegno ho pensato che i gommini anti scivolo servissero anche a coprire i vani delle viti (perchè, poi? rimane appoggiato sul tavolo: che cazzo gliene frega al tavolo se ci sono i vani delle viti a viste? da quando i tavoli sono sensibili al design? e infine: “perchè 3 viti sono nascoste e una, no?”).

tolti i gommini e svitato le viti occulte, il cazzo di trackball non si voleva ancora aprire.

che ce ne sia anche una nel vano della batteria?”, ho pensato con tanto acume.

aperto il vano e tolta la batteria, però, nessuna vite si è palesata (come vedete qui sopra). 

che dire.

forse sarei dovuto andare a cercare in rete qualche tutorial o qualche nerd che mi spiegasse come si apriva il cazzo di trackball…ma maremma maiala!

perchè farlo tanto difficile? perchè essere così stronzi?

perchè tanto odio?!?

con un “fanculo” e con un secco krakatoa, alfine, il cazzo di trackball si è aperto: c’era ancora una vite, ovviamente: lo vedete quel cerchietto bianco sia a destra che a sinistra? ecco, il cerchietto bianco segna la rottura del supporto della vite.

ma dov’era, di grazia, l’ultima cazzo di vite?

nel vano porta batterie…ma sotto all’adesivo che mostra il verso di inserimento.

voi direte: “in fondo, le viti sono tanto brutte, è giusto nasconderle. anche se sono già nascoste da un coperchio”.

col cazzo!”, rispondo io. è tutta una cospirazione della big pharma in joint venture con i big techno per vendere tranquillanti e sostituire, al minimo scazzo, tutti i dispositivi informatici!

mandato 4 bestemmie in fenicio, ho riparato i tasti e rimontato il cazzo di trackball che, ora, si mantiene con 4 vitine e non con 5 vitine.

senza alcuna differenza rispetto a prima.

bei tempi quando, con 2 chiavi, si poteva sostituire un semiasse di un’automobile.

p.s. per i deboli di spirito…

ovviamente, qui, di cospirazione ce n’è solo una, la sola e UNICA che esiste dall’alba dei tempi dell’umanità: fottere il consumatore per potergli vendere altro, magari ad un prezzo più alto. è la sola ed UNICA cospirazione perchè tutti gli attori ne sono consapevoli e non serve mettersi d’accordo con migliaia di colleghi che non potrebbero mai mantenere il segreto: semplicemente, chi lavora per vendere, vuole vendere sempre. e chi compra, o ha un parente venditore o lui stesso vende e fotte, qualche volta, chi gli venderà qualcosa domani.

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