di cacciatori, regioni speciali, spiegge e facce da culo

quando ero un ragazzo e iniziavo a comprendere alcune notizie politiche, oltre a faccende come il compromesso storico tra dc e pci, al delitto aldo moro, alla paura di parlare degli errori monumentali commessi dal fascismo in generale e da mussolini in particolare, mi capitava di ragionare su aspetti molto più minoritari e apparentemente banali.

la faccenda della caccia in italia, per esempio.

non riuscivo a capire come fosse possibile che qualche migliaio di appassionati e un paio di industriali delle armi potessero dettare legge, facendo anche saltare, per mancanza di quorum, il referendum del 1990 contro la caccia (che vide i sì stravincere), permettendosi di entrare ovunque vogliano per sparare ai loro uccelli e, purtroppo, a volte, anche a quello di qualcun’altro.

questi pensieri mi sono tornati in mente un paio di settimane fa quando una manifestazione di cacciatori in lombardia ha protestato per l’eccesso di controlli e zelo nei loro confronti (l’elenco dei reati che commettono e l’impatto del bracconaggio sull’attività venatoria annuale basterebbero a giustificare non solo i controlli, ma anche l’amputazione delle mani di metà di loro). la cosa buffa, inoltre, è anche leggere i loro commenti in merito alla possibilità di introduzione dei referendum propositivi, quelli dove il quorum necessario è solo del 25%: sanno che sarebbero spazzati via e allora piantano delle unghiate sui vetri che fa quasi tenerezza.

un’altra faccenda che non sono mai riuscito a comprendere è quella delle regioni a statuto speciale.

in particolare, una quindicina di anni fa, sentii un senatore di forza italia in vacanza in valle d’aosta che rispondeva ad una domanda sull’opportunità o meno di abolire questa idiozia costituzionale anacronistica che permette uno scempio di risorse pubbliche e giustifica migliaia di dipendenti regionali inutili. ero già laureato in geologia (e vidi sul posto come in valle d’aosta, dopo aver goduto sull’abusivismo e pianificazione territoriale demenziale, in seguito alla tragica alluvione del 2000, si sollazzarono con grandinate di fondi, giunti anche grazie alla loro posizione “speciale”), mi piaceva leggere di tutto e a volte, al cinema, mi capitava anche di vedere minchiate esistenziali del tipo che gira terence malick: insomma, si poteva ragionevolmente dire che comprendevo la lingua italiana ed ero sufficientemente intelligente. ebbene, l’intervista al senatore fu trasmessa sul telegiornale regionale della vallè e fu piuttosto lunga (direi quasi 7 minuti, tantissimo per qualsiasi servizio regionale in generale…ma in valle d’aosta avevano parecchio tempo da riempire…di norma, si parlava di sagre della fontina e del casinò che spargeva soldi nei conti dei soliti noti).

non capii un cazzo di quello che disse.

il succo, ovviamente, era che le regioni a statuto speciale dovevano rimanere per sempre un’istituzione nazionale, ma la motivazione, altrettanto ovviamente, era sostenuta da concetti inconcludenti e parole prive di qualsiasi connessione logica. per contro, il giornalista valdostano apprezzò molto.

però, la faccenda che fin da ragazzino non riesco assolutamente a comprendere, è quella riguardo le concessioni degli stabilimenti balneari…

le gestioni delle spiagge private, in parole chiare.

periodicamente, è una faccenda che ogni governo si guarda bene da affrontare con qualsiasi ragionevole dibattito.

il ragionevole e unico razionale dibattito è questo: le spiagge sono un bene demaniale e, così come qualsiasi bene demaniale (che significa di proprietà di tutti), devono essere concesse in gestione per un tempo ragionevole e con un ragionevole guadagno per il demanio (e, quindi, per lo stato che ci deve curare, insegnare e tante altre “are”).

invece, dagli anni ’60 in poi, le spiagge italiane sono concesse con gestioni decennali, senza gare d’appalto rispettose delle norme che vengono applicate per tutte le altre concessioni e, soprattutto, con lo stato che riceve una manciata di spiccioli ogni anno (contro lettini che costano 30, 50, 70 o anche X00 € al giorno).

e, anche qui, è bellissimo sentire o leggere come i politici si arroccano per proteggere (per me, incomprensibilmente) gli interessi di qualche migliaio di gestori/concessionari.

secondo quale principio una persona dovrebbe poter usufruire per tutta la vita lavorativa sua e anche dei figli (come spesso accade) di un bene appartenente a tutti?

secondo quale principio razionale lo stato dovrebbe accettare le briciole di un business che rende miliardi all’anno? e quanti di voi possono dire di aver sempre ricevuto una ricevuta fiscale per il pagamento di un lettino?

secondo quale principio legale un comune può concedere in concessione un bene dello stato senza una gara d’appalto nazionale o seguente le leggi comunitarie?

secondo quale faccia da culo si può continuare a violare la direttiva bolkenstein che ci impone 2 cose semplicissime da comprendere: di fare gare con regole equilibrate e democratiche e con adeguata pubblicità internazionale (che cazzo di problema ci sarebbe se un meritevole finlandese vincesse una gara per una spiaggia in liguria?…brucerebbe il culo…eh?).

qualche giorno fa, in una quasi stupefacente dimostrazione di razionalità ed efficienza, il consiglio di stato ha emesso una sentenza: le concessioni balneari si potranno prorogare solo fino al dicembre 2023 (e non fino al 2033 come aveva deciso, chiaramente illegalmente, il governo conte) e, anche se il governo non approverà nuove leggi, le concessioni non saranno più valide (e quindi dovranno essere assegnate secondo gare oneste) e non potranno più essere prorogate (perchè in chiaro contrasto con la normativa europea…e direi anche di quella italiana che, per il bene di pochi, viene ignorata ignobilmente da decenni).

immediatamente dopo la pubblicazione della sentenza, quei politucoli che vivono solo con i soldi che gli fornisce la politica, perchè, altrimenti, potrebbero solo aspirare ad un posto come uscere grazie ad una grandiosa raccomandazione, si sono messi ad urlare sui social di come l’UE sta di nuovo ingerendo nei nostri affari.

e, in particolare, oggi qual è la quintessenza del politucolo italiano che, tra l’altro, ha appena finito, unico tra tutti, di baciare le mani a bolsonaro, pazzo, guerrafondaio e psicotico presidente del brasile?

bravi! salvini! che si è apprestato a scrivere:

spiagge e mercati italiani non sono in vendita, si rassegnino i burocrati di bruxelles e il loro complici: la lega (senza nord) non ha mai permesso e non permetterà che il nostro lavoro e le nostre tradizioni vengano cancellati”.

è in dichiarazioni come questa che si legge tutta la quintessenza della faccia da culo della politica italiana.

quali sarebbero le spiagge in vendita?

nessuna. sono e rimarranno dello stato: semplicemente, saranno date in concessione per tempi e con introiti per lo stato ragionevoli.

quali sarebbero i complici di bruxelles?

il sindaco di lecce, salvemini? che opponendosi alla chiara illegale ed ennesima proroga concessa dal governo conte e alla sentenza del tar della puglia ha chiesto lumi al consiglio di stato che non ha potuto far altro che dargli ragione…perchè, CAZZO, sarebbe stato irragionevole ed illegale sentenziare diversamente!!!!!

e, soprattutto, quali dovrebbero essere le nostre tradizioni che potrebbero essere cancellate?

i favori che da generazioni certe famiglie fanno ai comuni per poter continuare a tenere in concessione la stessa spiaggia?

l’assenza di spiagge libere per chilometri in certe regioni d’italia?

le poche spiagge libere sporche ed affollate di fianco a quelle private dove non puoi neanche fermarti un attimo senza che arrivi il bagnino che ti inviti caldamente a toglierti dai coglioni?

la mancanza stessa di accessi verso il mare, che in molte regioni costringono a chilometri solo per arrivare in spiaggia?

sono queste le facce da culo della politica, italiana e mondiale, che difendono i privilegi di pochissimi facendo credere ai loro elettori abbocconi che i nemici pubblici del momento (i comunisti, i fascisti, l’UE, i cinesi, gli africani, gli stranieri, i marziani…) vogliono portarsi via un pezzo del paese.

mi piacerebbe tanto che un leghista del piemonte, desideroso di cambiare vita e di lavorare in riva al mare, chiedesse a salvini:

scusi, boss. ma perchè non posso partecipare alla gara per prendere in concessione per 5 anni una spiaggia di alassio?”

ehi, leghista piemontese?!? salvini ti risponderebbe come il senatore forzista in valle d’aosta, con un cumulo di parole senza alcun senso.

perchè?

perchè in italia non si fanno le gare di appalto per le spiagge.

si danno ai soliti che le tramandano ai figli…

è una tradizione.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...