c’è poco da dire

da alcune settimane sono senza parole.

ho visto, letto e ascoltato tanto.

è buffo sentire i soliti allenatori del pallone della domenica che disquisiscono anche di socio-economia e politica come se fossero luminari internazionali.

sentire parlare di strategie, accordi, collaborazioni, alleanze, consensi, coalizioni, confini…e chissà quali altri argomenti legati all’invasione dell’ucraina.

strategie…risiko politico-economico…ridistribuzione delle potenze…

mah.

a volte la storia è molto semplice. molto.

c’è un uomo potente, al comando di uno stato, non necessariamente potente, che decide di fare quello che vuole.

perchè può.

perchè si crede onnipotente.

perchè, nel suo paese, nessuno lo può contrastare fermandolo.

i tiranni sono così…trattano i confini dei loro stati come i muri di casa loro: li costruiscono o li demoliscono a loro piacimento.

e da 20 anni putin ha fatto della russia la sua villa estendibile alla faccia del piano regolatore: ci fa quello che vuole.

gente come putin, maduro, lukashenko, nazarbaev, xi jinping, kim jong-un, fanno semplicemente quello per cui sono programmati: detenere il potere e volerne sempre di più e per sempre, anche cambiando la costituzione per dare una parvenza di regolarità ai loro comportamenti truffaldini.

ma il problema è che putin ha nel garage della villa tutto l’arsenale della russia.

e ha deciso di usarlo.

perchè può.

perchè i suoi lacchè credevano, e molti credono ancora, che, alla fine della guerra, l’occidente si limiterà a dare alla russia una pacca sul sederino dicendogli “brutta bambina cattiva, per 1 settimana senza cartoni animati e biscotti!!!”.

il problema con i dittatori è sempre lo stesso.

fino a quando non muore, spesso di morte violenta, a volte placidamente tra i morbidi cuscini del loro letto (come salazar, franco o pinochet), il dittatore vuole sempre di più.

vuole dimostrare di essere sempre più forte, sempre più autorevole.

vuole diventare un faraone e lasciare una piramide per marcare, in eterno, la sua presenza sulla Terra.

la piramide di putin è la russia di nicola primo.

anche se, sotto sotto, sono sicuro, vorrebbe diventare come Pietro il grande.

ma non ci riuscirà mai.

primo, perchè Pietro il grande era alto 2 metri e putin la metà.

secondo, perchè Pietro il grande guardava i suoi generali a 30 cm e non a 30 m di distanza.

terzo, perchè putin non morirà nel suo letto come il suo eroe.

però sto scrivendo soprattutto per un’altra cosa.

questo mio odio mi servirà per ricordare in eterno i nomi di alcuni parlamentari che hanno disertato l’intervento del presidente dell’ucraina Zelensky al parlamento italiano l’altro ieri.

Zelensky è il capo di una nazione aggredita e invasa da un novello zarino e sta cercando alleati ovunque. sta cercando aiuto, per lui e per il suo popolo.

chiunque non sia un vigliacco, al suo posto, farebbe la stessa cosa.

invece, persone piccole come lo stronzo di un chihuaua hanno deciso di mostrare la loro statura politica e morale non presentandosi a montecitorio.

persone che pensano che putin li ringrazierà e premierà una volta che diventerà zar della nuova grande russia.

e quindi, dopo salvini che va a farsi sputtanare in giro per l’europa, parlando di pace (lui…ahahahah!),  con la giacca più sponsorizzata della divisa di un pilota di formula uno, ecco i nomi di questi nani politici…

c’è vito petrocelli, che ha anche votato contro la risoluzione sulla guerra in ucraina, insieme ai suoi colleghi del movimento 5 stelle, nicola morra, emanuele dessì e gianluigi paragone.

dal gruppo misto, obbrobrio costituzionale dove si rintanano tutti gli eletti che cambiano casacca in corsa, è risultata assente bianca laura granato, eletta anche lei con il movimento 5 stelle, che dice che putin sta conducendo un’importante battaglia  per tutti noi.

della lega senza nord, invece, appartengono altri grandiosi esempi di morale putiniana, tra cui vito comencini, claudio borghi e simone pillon, quest’ultimo, per un attimo non distratto da gay, lesbiche e drogati che rovinano la famiglia del mulino bianco in cui è cresciuto.

e da citare, sempre esuli dal movimento 5 stelle, ce ne sono anche altri.

un partito che, 15 anni fa, credevo fosse composto da gente che voleva eliminare i politici corrotti e invece, negli anni, si è riempito di facce da culo che cambiano idea solo per rimanere attaccati al cadreghino…anche loro, come tutti i parassiti democristiani, ex zerbini di andreotti, ancora lì a succhiare il sangue di tutti gli italiani.

ed eccoli, i grandi veronica giannone e matteo dall’osso, ora diventati appartenenti al partito, forza italia, che rappresenta ciò per cui il movimento 5 stelle è nato, e cioè una cornucopia di opportunisti che fanno solo politica per ingrandire e proteggere l’azienda di famiglia.

e dall’osso è stato quello che mi è piaciuto di più, visto che ha provato a condire la sua perculaggine con la logica, dicendo: “visto che si dà voce a Zelensky, bisognerebbe anche dare voce a putin, per ascoltare le 2 campane”.

ahahahahahahahah…certa gente dovrebbe fare il comico.

ah, già…errore mio.

gli ex comici come Zelensky sono quelli che hanno i coglioni e che lottano contro gli invasori.

certi politici italiani, invece, al massimo lottano contro le checche…da lontano e solo a parole, perchè di persona si prenderebbero un sacco di sberle.

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