z come zuzzurellone…una nuova èra di dittatori burloni

la prima volta che presi in mano “una gita a san guerreta”, n.7 di Alan Ford uscito nel 1969, scritto da Max Bunker e disegnato da Magnus, era la metà dagli anni ’80 e andavo ancora alle medie.

in questo numero, gli agenti del gruppo segreto più scasso della storia devono capire che fine hanno fatto i soldi mandati dal governo degli stati uniti a el divino (!), dittatore dello stato centro/sud americano san guerreta.

la parte che mi fa ancora ridere (e impazzire, per quanto geniale) è quando il dittatore mostra all’ambasciatore statunitense dei simulacri di edifici, in pratica delle sagome di legno di facciate di case, spacciandole per le abitazioni fatte costruire per il popolo con i soldi degli aiuti umanitari: l’ambasciatore, nonostante anche altre prove, fa finta di niente e continua ad autorizzare altri fondi (comunque c’è un “lieto” fine: lo yacht di el divino stracarico di oro e di tutta la sua “roba da pesca subacquea” [cit.] viene rubato e portato negli states dal conte Oliver e da Alan Ford, lasciando il laido dittatore a piangere a dirotto per la perdita).

da ragazzino ridevo della pantomima da dittatore di el divino e del suo stato fittizio.

oh, quanto ridevo.

e credevo fosse solo satira, sì, ma mooolto esagerata.

ahahahahah…quanto ero ingenuo.

come ha ribadito il 2 maggio il ministro degli esteri russo lavrov, ospite, senza contraddittorio, di una delle reti del caro amico dello zar putin il piccolo, silvio berlusconi, la russia non ha attaccato l’ucraina: da 6 mesi è in gita verso kiev, ma ha bucato e ha il ruotino sgonfio e deve andare piano.

inoltre, lavrov, a rete 4, già canale che partorì l’informazione di emilio fede, ha dichiarato che è deluso dall’italia.

la russia è delusa dall’italia.

dovremmo essere più grati alla russia, visto che ci allieta da 6 mesi con dichiarazioni comicissime fatte, oltre che da quella sagoma di lavrov, soprattutto da putin il piccolo, un vero e proprio zuzzurellone, tanto che ha deciso di ricamare una z con merletto di burano su ogni carro armato russo.

tra l’altro, putin il piccolo è uno zuzzurellone, sì, ma è anche un po’ permaloso. anche ieri, infatti, a mosca  uno dei tanti dirigenti che avevano giudicato la gita a kiev troppo cara, ravil maganov, presidente del consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera lukoil, è stato suicidato facendolo lanciare dal sesto piano dall’ospedale dov’era ricoverato, probabilmente, a causa di un precedente tentativo di rimprovero.

stiamo vivendo un’epoca di dittatori burloni, che amano anche prendere per il culo il loro popolo, oltre che a metterglielo dentro.

ufficialmente, berdimuhamedow è stato votato dal 73% dei turkmeni; ortega dal 75% dei nicaraguegni, lukashenko dall’80% dei bielorussi, rahmon dal 90% dei tagichi, nazarbayev dal 95,5% dei kazaki, maduro dal 100% dei venezuelani.

a ben vedere, la maggioranza delle repubbliche (?) dell’ex blocco sovietico, a partire dalla loro istituzione dopo il disfacimento dell’urss, sono sempre state governate dagli stessi dittatori (!) o dai loro eredi che ottengono plebisciti dopo ogni elezione (?).

maduro, invece, incarna la quintessenza del dittatore descritto in “una gita a san guerreta”: si fa filmare mentre fa comizi a piazze vuote, mentre mangia bistecche rivestite d’oro e crea partiti per farli partecipare alle elezioni e per mostrare al mondo che in venezuela c’è pluralità politica (per questo ha preso il 100% dei voti alle ultime elezioni).

inoltre…

erdogan si è inventato un colpo di stato per fare tabula rasa degli oppositori e nominarsi sultano assoluto democratico della turchia; bolsonaro rimpiange il potere della dittatura militare brasiliana e ha piazzato tutta la famiglia in ruoli strategici (cosa che hanno fatto tutti coloro qui nominati); trump, pur di non riconoscere una sconfitta elettorale (è ridicolo anche solo pensare che nelle decine di migliaia di seggi statunitensi si possa taroccare l’esito di qualsiasi voto) ha fomentato l’aggressione al congresso; saied si è autonominato dittatore costituzionale della tunisia; nelle filippine hanno eletto presidente il figlio del dittatore ferdinand marcos e di imelda marcos, quella che aveva 2700 paia di scarpe; kim jon yung può dire ai nord-coreani che c’è il sole anche quando, invece, piove; xi jinping ha modificato quella specie di costituzione farlocca che esiste in cina, abrogando i limiti presidenziali, e trasformandosi, di fatto, in dittatore a vita (ma la cina è una dittatura oligarchica dalla rivoluzione rossa di mao, il più grande omicida di massa della storia); assad continua ad essere il re caligola della siria; kabila, il presidente-dittatore del congo, come la moglie di ceausesco, elena, che si fece assegnare lauree a destra e a manca (compresa dall’italia), si è fatto dare un master in scienze politiche dal sud-africa; mbs, boss dell’arabia, può permettersi di far ammazzare giornalisti nelle sue ambasciate in giro per il mondo (guarda un po’, in turchia, una delle tante democrature) e poi ricevere il figlio dell’ammazzato per stringergli la mano e dire che punirà i colpevoli; in ungheria, orban ha ormai reso il parlamento una macchietta, facendogli legiferare solo contro i non cattolici e contro la scuola troppo femminista che renderebbe meno virili i manager uomini; teodoro obiang ha da poco festeggiato i 43 anni di dittatura in guinea equatoriale, sempre con il sorriso sulle labbra delle sue 4 mogli…

sono anni giocosi, in cui, purtroppo, ancora circa il 10% della popolazione mondiale non può giovarsi delle dittature burlone o delle democrature zuzzurellone, ma è costretto a vivere, nel dubbio, in democrazie con partiti diversi e la possibilità di dire, scrivere e fare quello che vuole…sempre tristi, senza governanti simpatici e con il fastidio di ricevere notizie da varie fonti e non solo da quella, unica e infallibile, del supremo dittatore (e provate a seguire un telegiornale di stato della corea del nord…meglio del meglio di zelig!).

per fortuna, presto, anche noi italiani vivremo, di nuovo, l’emozione di vivere in un paese governato da politici il cui fine ultimo è, se non una dittatura, una democratura.

già ci ha provato e sperato per trent’anni il sempre sorridente berlusconi che, ancora oggi, dopo aver scontato 2 anni di servizi sociali per frode fiscale, può contare su una folta schiera di vecchi fedeli comandati a bacchetta dalle telepromozioni e telenovela di canale 5 e rete 4.

ci ha sperato il pio salvini ma, forse, da qualche tempo anche i più sfegatati fan della lega nord, da quando il pio l’ha resa lega senza nord, si stanno ricredendo e si stanno rivolgendo a gente con membra più dure (com’erano quelle di bossi).

ci crede la meloni, che si presenta come una donna forte con proclami forti, perchè, alla fine, la gente crede che la soluzione ai problemi sia parlare forte e premia sempre chi urla più forte.

forse, perchè, ha problemi di udito e, di solito, chi dice la verità la sussurra soltanto.

prepariamoci, quindi, con tutti gli onori, a ricevere putin il piccolo, orban e lukashenko a montecitorio, con mattarella chiuso a doppia mandata in una stanza del quirinale, in occasione dell’instaurazione di un nuovo glorioso ventennio di prosperità e obbedienza.

finalmente, così, i giovani scopriranno la gioia della dittatura e i vecchi la potranno riassaporare.

eh, sì.

i vecchi cari dittatori di una volta sono rimpianti da tanti e in tanti posti…e, chiaramente, questa è la dimostrazione dell’efficacia del sistema scolastico che viene somministrato e dalle informazioni che rilasciano i bravi e famosi influencer, estremamente preparati e documentati sulla storia.

senza menzionare hitler, stalin e leopoldo II del belgio, il trio che insegue mao nella graduatoria dei più birbanti e che, in ogni caso, sono considerati quasi santi da molte odierne menti semplici, praticamente ogni dittatore del passato è assurto al livello di mito.

mussolini era così amato in vita che continua ad alimentare un ricco mercato di merchandise e souvenir e a predappio, suo paesello nativo, in pratica vivono su di lui.

suharto in indonesia e marcos nelle filippine sono ormai ricordati come eroi (infatti, hanno appena eletto il figlio, jr). il fatto che in vita abbiano, soprattutto il primo, ammazzato a destra e a manca, compiendo un paio di genocidi, è diventato motivo di orgoglio per i loro sostenitori.

la giunta militare greca che tiranneggiò per 7 anni fino al 1974, governando con omicidi, torture e stupri (ma solo contro chi non li amava, ovvio, non venivano mai commessi abusi contro il popolo), è rimpianta almeno dalla metà dei greci: quelli che non sono mai stati stuprati.

franco in spagna e salazar in portogallo, morti entrambi pacificamente nei loro letti dopo decenni di dittatura, hanno bloccato la minaccia comunista, dicono i loro fan e, quindi, hanno fatto bene a rovesciare i governi democraticamente eletti, ad infiltrare la polizia segreta anche nelle mutande delle maestre dell’asilo e a purgare circa un milioncino di iberici.

anche francia, belgio, olanda, finlandia, ecc.,ecc., avevano il rischio di incappare nella minaccia comunista ma, chissà perchè, sono riusciti di fare a meno di dittatori burloni e democrature zuzzurellone.

però, devo concludere dicendo che, mi piacerebbe che molti giovani neo-fascisti europei andassero a ridere in corea del nord, in russia, in congo, in arabia saudita, in bielorussia…

sù, dai, andate lì a ridere!

mbs, lukashenko, kim jon yung, assad, kabila, xi jinping e, soprattutto, quel zuzzurellone di putin il piccolo rideranno con voi.

oh, quanto rideranno.

p.s.1 ricordo che fascismo e comunismo e nazismo sono la stessa cosa.

p.s.2 democratura (dal dizionario treccani): regime politico improntato alle regole formali della democrazia, ma ispirato nei comportamenti a un autoritarismo sostanziale. 

p.s.3 in arabia saudita, una donna è appena stata condannata a 40 anni di carcere per aver criticato il governo (e, quindi, mbs) sui social. un qualsiasi giornalista in russia, bielorussia, cina, venezuela, congo, corea del nord, ecc. che scrivesse un testo anche molto più edulcorato di questo, sarebbe invitato a “corte” e usato come pietanza principale.

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