è più brutto sgarbi o un pannello fotovoltaico? ovvero, perchè è così complicato usare l’energia solare?

questa estate, ci siamo detti che era ora di installare dei pannelli fotovoltaici: grazie a putin lo zuzzurellone, che ha reso i prodotti petroliferi sempre più inopportuni, il processo di transizione energetica andava compiuto!

dopo 3 preventivi piuttosto scarni ed impersonali, abbiamo trovato l’installatore giusto che ci ha presentato un progetto (con un prezzo) che non si poteva non accogliere.

era il 30 luglio 2022.

anche se dovevo far passare ferragosto,  mi sentivo piuttosto sereno sugli adempimenti burocratici da presentare. infatti, ad aprile è entrata in vigore la legge 34/2022, conversione del precedente decreto legge 17/2022, conosciuto anche come “decreto energia”, che ha reso molto più semplice l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici.

ho pensato: “finalmente l’italia ha recepito i regolamenti e norme CEE e inizierà a fare come la spagna! produrremo energia dal sole oltre che dall’acqua, dal caldo, dal freddo, dal vento e, chissà, anche dal movimento delle onde. finalmente l’italia, grazie ai processi tecnologici, inizierà il suo processo di transizione energetica verso fonti naturali”.

dite che l’ho fatta troppo semplice? sono stato troppo ottimista?

infatti…non avevo fatto i conti con le lettere dei commi degli articoli delle leggi italiane.

vedete…le lettere dei commi delle leggi italiane sono quei robi che, anche se l’articolo della legge entro cui sono contenute dice che puoi montare un pannello solare sulla tua casa, anche se il comma ti dice che lo puoi fare solo se sei di origine abruzzese o veneta, la lettera ti dirà che lo puoi fare solo se lo fai nudo il 29 di febbraio negli anni con saturno dentro urano.

molto dentro urano.

completamente dentro urano.

ma andiamo avanti.

il 22 agosto 2022 ho contattato il comune di moncalieri in merito ad un dubbio legato alla nuova legge: secondo me, non era chiaro cosa si poteva fare nel caso in cui, come nella nostra casa, si rientrava in un vincolo normato da una lettera di un comma di un articolo del codice dei beni culturali e del paesaggio (è il sottotitolo del decreto legislativo 22 gennaio 2004).

questa lettera del comma dell’articolo del codice dei beni culturali e del paesaggio è stato recepito e contestualizzato sul nostro territorio dal ppr, il piano paesaggistico della regione piemonte, che ha identificato l’area in cui viviamo come caratterizzata dai “…suoi valori ambientali e paesaggistici caratterizzati da ville del XVII-XVIII secolo e dalle «vigne» che ancor oggi sono richiamate nei vari toponimi. la zona è connotata, inoltre, dai tipici agglomerati urbani e relativi castelli.”.

figo, vero? sembra che viva di fianco al castello di windsor della famiglia reale inglese.

si parla di quasi tutta la collina di torino, moncalieri, pino torinese, pecetto, chieri, montaldo, ecc. fino a pavarolo (a torino se ne parla come di un paese in un’altra nazione).

un territorio vastissimo dove, è vero che sono presenti alcune decine tra ville e castelli, ma dove gran parte delle case non hanno fognature (perchè bisognerebbe posare tubi in terreni privati) se non scarichi in subirrigazione o in vecchie fosse imhoff (e fatevi un giro sulla collina di torino in periodo di siccità: ogni rio diventa una cloaca), dove esistono decine di case totalmente abusive, anche parzialmente costruite e/o abbandonate e dove piscine e tetti di colori differenti sono sparsi ovunque: controllate con google maps! sù, dai…non fate i timidi!

noi, per quella lettera, la c) del comma 1, dell’art.136 del decreto legislativo 42 ma, soprattutto, per l’interpretazione della regione piemonte descritta nel piano paesaggistico regionale, non possiamo montare dei pannelli fotovoltaici grigi su un tetto grigio senza prima presentare una relazione paesaggistica per richiedere l’autorizzazione paesaggistica.

senza un parere paesaggistico, se montassimo direttamente dei pannelli sul tetto, si rischierebbe uno scempio ambientale.

infatti, il 26 agosto mi è arrivata la gentile e precisa risposta della responsabile dell’ufficio paesaggistico del comune di moncalieri: occorreva presentare il progetto corredato dalla relazione che descriveva il paesaggio bucolico e pastorale attorno alla casa.

niente da dire sulla cortesia dei funzionari comunali che, come tutti, vivono dentro ad un sistema che gli impone di fare certe cose. ma, come tutti, quando il sistema ci impone di comportarci come un personaggio  di Kafka o di ottenere il lasciapassare a38 di Asterix anche per delle stupidaggini, dovrebbero essere i primi ad esprimere il loro disappunto e a cercare di cambiare le cose.

ma andiamo avanti.

dopo aver lavorato 5 anni in uno studio ingegneristico seguendo progetti e studi ambientali, preparare una relazione paesaggistica, a parte il consumo di energie psicologiche dettato dalla voglia di incenerire mezzo parlamento e il consiglio regionale, è piuttosto nelle mie corde. avere come amico un architetto particolarmente bravino, poi, semplifica molto la presentazione ufficiale.

ma la presentazione di una pratica, nell’era post-covid, non è più semplice come prima.

prima si poteva andare all’ufficio protocollo del comune, aspettare al massimo 15-30 minuti, consegnare la pratica e ricevendo il numero di protocollo della pratica stessa.

eh, no!

adesso non funziona così…anche se da tempo, ormai, le mascherine le tengono solo negli ospedali.

adesso occorre prendere appuntamento anche per depositare le pratiche.

il 5 settembre, quindi, ho inviato una email per ottenere la data per protocollare la pratica.

ma le relazioni paesaggistiche non vengono esaminate direttamente dall’ufficio edilizia…no! devono essere esaminate dalla commissione paesaggistica locale del comune che si raduna 1 volta al mese.

bene. il 9 settembre si riuniva la commissione paesaggistica.

male. il 6 settembre ho ricevuto la risposta dalla segreteria del comune: potevo presentare e protocollare la pratica il 12 settembre.

avremmo, quindi, perso la commissione paesaggistica di settembre e se ne sarebbe riparlato ad ottobre.

che si è radunata il 6 ottobre.

apro una parentesi.

una volta, per rinnovare il passaporto mio e di altri, andavo presso la questura di torino (quella vicino alle porte palatine): perdevo un paio di ore, tra depositare la richiesta e, dopo circa 1 mese, ritirare il passaporto. quest’anno, ho provato la nuova procedura SEMPLIFICATA: il 30 aprile, sul sito della polizia di stato, ho fissato appuntamento per CONSEGNARE la richiesta il 22 luglio (!). il tempo di consegna del passaporto è rimasto sempre lo stesso, circa 30 giorni lavorativi, quindi, il giorno previsto mi è stato detto che lo avrei ricevuto a fine agosto.

 4 mesi per poter avere un passaporto.

mi direte: “c’è il controllo antiterroristico che richiede tempo”.

ma il passaporto era il terzo richiesto; era per me, nato e cresciuto in italia; era per me, nel 2022, quando in 10 secondi (e mi tengo già largo), un funzionario del ministero dell’interno che sappia utilizzare le banche dati può scoprire anche con quale giudizio sono uscito dalle elementari (ottimo: ero uno studente molto bravo…poi mi sono perso).

ergo, anche se non avevo previsto di tornare in cambogia, per quest’anno eventuali viaggi extra-europei non mi sarebbero stati concessi. ma cesenatico, ad agosto, è un bijou!

un encomio alla polizia di stato (e al ministero degli interni): è stata una grande SEMPLIFICAZIONE.

chiudo la parentesi.

andiamo avanti.

vedete…quando si consegna qualsiasi progetto ad un ente pubblico, non capita mai che i responsabili del procedimento lo accolgano dicendo: “va bene così. possiamo procedere”.

mai.

nella mia oltre ventennale esperienza nel mondo della geologia, progettazione architettonica,  ingegneristica e ambientale, non è mai capitato che un comune, una provincia, una regione o un ministero abbiano accolto il progetto al primo colpo: neanche quando il progetto era stato elaborato insieme a loro, con loro, per loro…con il fottuto responsabile a conoscenza di tutto ciò che scrivevamo e disegnavamo!

mai.

il funzionario pubblico che, tra l’altro, vuole sempre improcrastinabilmente ricevere il progetto entro il venerdì (non avete idea delle notti che ho fatto per consegnare, il venerdì, dei documenti che sarebbero poi stati presi in mano – presi in mano, cazzo, non letti!!! – il martedì o mercoledì successivo)…ma questa è un’altra storia.

in questo caso, però, si è confermata la regola che il funzionario non accoglie mai il progetto senza prima richiedere delle modifiche e/o integrazioni. neanche quando lo fai esattamente uguale a quello, già consegnato ed approvato, per una precedente richiesta di installazione di una pannello solare (e sì: anche per installare un semplice e misero pannello solare abbiamo dovuto richiedere l’autorizzazione paesaggistica).

mai…non lo accolgono mai così com’è.

mai.

quale cazzo è il loro problema?

ergo, il 27 ottobre, ci è arrivata la comunicazione del comune di moncalieri che il progetto aveva ottenuto, preliminarmente, parere paesaggistico positivo, previa, però, la modifica della forma dei pannelli e della consegna di un nuovo elaborato.

la forma dei pannelli fotovoltaici presentata nel progetto allegato alla richiesta di autorizzazione paesaggistica era questa:

5 pannelli sulla falda esposta S-W e 5 sulla falda S-E. questa era la disposizione che il software di progettazione dell’impresa di installazione aveva calcolato come essere il più produttivo.

la forma dei pannelli non è stata considerata consona e, per tale ragione, è stata richiesta una distribuzione regolare. nonostante, per me, le forme irregolari siano altre, questa scultura di Arp per esempio,

ho quindi predisposto il nuovo elaborato (composto da un foglio a3 più frontespizio con nuova planimetria, nuovo prospetto e nuova simulazione).

sostanzialmente, la modifica si è esplicitata in questa maniera:

6 pannelli da una parte e 4 pannelli dall’altra, con una perdita di produzione energetica pari a 0,02 MWh all’anno (tutto sommato poca…ma, perchè?).

prodotto il nuovo elaborato, il 4 novembre abbiamo richiesto via email alla segreteria del settore edilizia un nuovo appuntamento per protocollarlo: il primo momento libero era il 14 novembre alle 9:30.

10 giorni per protocollare un documento di 2 pagine per un procedimento edilizio già aperto.

il 14 novembre abbiamo consegnato il nuovo documento.

il 18 novembre, ci è giunta una e-mail dal comune: non avevamo consegnato il file originale dell’elaborato. NOSTRA CULPA, niente da dire, ma…ricordarcelo quando abbiamo consegnato il cartaceo, no eh?

ma nessun problema! le nuove procedure SEMPLIFICATE prevedono l’invio via pec degli elaborati (ma, allora, perchè consegnare anche il cartaceo, perchè? cazzo, PERCHÈ??? perchè non si può inviare tutto via pec?): per fortuna, il mio amico architetto si è attivato immediatamente.

il 22 novembre, sempre via pec, il comune di moncalieri ci ha ufficialmente confermato che la commissione locale del paesaggio aveva espresso parere positivo  (previa la disposizione in forma regolare dei pannelli, ovvio) e, con il loro giudizio positivo, aveva inviato la pratica alla soprintendenza per il loro parere sovraordinato.

eh, già…non basta il parere della commissione locale del paesaggio, occorre anche coinvolgere i capoccioni della soprintendenza (sempre per 10 pannelli del cazzo).

la soprintendenza…quella roba che, secondo il deputato sgarbi deve difendere il paesaggio dell’italia.

un paesaggio deturpato da 70 anni di abusivismo edilizio (anche grazie ai compagni di partito del nostro paladino), abusivismo, poi condonato, anche a rischio idrogeologico (e ogni anno di esempi ce ne sono molti), cementificazione che ha annullato la pianura padana con migliaia di capannoni inutili, vuoti o abbandonati (ce ne sono 11.000 solo in veneto), che ha prodotto milioni di edifici abbandonati, milioni di case vuote, migliaia di fabbriche abbandonate, migliaia di siti inquinati…

e già…per sgarbi sono le soprintendenze che devono difendere il paesaggio italiano: negli ultimi 70 anni dove cazzo erano? il suo mentore e talent scout silvio berlusconi, il palazzinaro che pensa solo alla figa, quanti paesaggi ha deturpato?

le soprintendenze…già il 23 ottobre il sito del Post intitolava un articolo: “le soprintendenze continuano ad ostacolare la transizione energetica”. ma pensa…

la soprintendenza, al 22 novembre, aveva “20 giorni di tempo per dare il loro parere” (20 giorni lavorativi, complessivi…boh! immagino lavorativi, anche se penso che il concetto “lavoro” nelle soprintendenze sia un termine decontestualizzato).

dopo il vincolante (?) parere della soprintendenza, il comune di moncalieri potrà redigere l’autorizzazione paesaggistica definitiva (per loro, il parere è già positivo) che ci permetterà la posa di 10 pannelli fotovoltaici su un tetto grigio in mezzo a case con il tetto azzurro, rosso, grigio e nero, e che si vedranno solo da un tratto di strada privata, oppure se sei un amante dei deltaplani o dei droni guardoni.

ora, al 14 dicembre, i 20 giorni sarebbero terminati (ma non se fossero lavorativi).

quindi, dopo esattamente 100 giorni in cui avevo pronto il progetto e dopo oltre 5 mesi dal momento in cui avremmo potuto istallare un impianto fotovoltaico che ci avrebbe già fatto risparmiare un bel po’ di soldi, siamo ancora qui, ad aspettare che il carrozzone della burocrazia italiana faccia il suo lento ed inutile corso.

un carrozzone che, anche grazie a parlamentari come sgarbi, assurto al ruolo di difensore del bel paesaggio, andrà sempre più lentamente.

un carrozzone che sta rallentando la transazione energetica di un paese, l’italia, che potrebbe essere completamente autosufficiente grazie alle fonti energetiche rinnovabili.

completamente (nonostante la diminuita piovosità degli ultimi anni che sta impoverendo la produzione di energia idroelettrica)): non è un’esagerazione.

ma le fonti rinnovabili continuano ad essere ostracizzate perchè pannelli fotovoltaici e pale eoliche sono considerati brutti da qualche feticista di capitelli ionici.

brutti…

non come le verande in muratura abusive delle case di alcuni parlamentari.

non come le ville di alcuni parlamentari sulle coste italiane.

non come le centrali elettriche a carbone ancora presenti in italia.

i parlamentari italiani…

chissà, così come è venuto fuori per esistono europarlamentari pagati dal qatar  affinchè parlassero bene di un paese che ha fatto morire migliaia di operai per realizzare un mondiale di calcio in mezzo al deserto, ci saranno anche dei parlamentari italiani sul libro paga di qualche altro petroliere?

infatti, l’unico modo per giustificare, ancora nel 2022, l’uso del petrolio, è quello di dire che i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche sono brutti.

brutti, brutti, brutti!

già…brutti.

sgarbi, invece è un esempio di bellezza.

come quando insulta o schiaffeggia le gente che non la pensa come lui o si rotola sul pavimento degli autogrill.

ed è un parlamentare che rappresenta l’italia.

un paese bellissimo.

un paese che va ancora a petrolio.

ps

habemus solaris!

il 19 dicembre ci è giunta comunicazione dal comune che l’autorizzazione paesaggistica era pronta. immediatamente, abbiamo richiesto appuntamento per ritirarla: curiosamente, abbiamo ottenuto udienza per le 9:30 di mercoledì 21 dicembre, dopo meno di 2 giorni. alle 9:15 del giorno concordato, in un corridoio deserto, ero già davanti all’ufficio preposto: ho bussato e ho trovato 5 impiegati che discutevano tra loro attorno ad una scrivania. gentilmente, una di essi mi ha fatto entrare e mi ha consegnato l’agognato pezzo di carta (non prima di avervi apposto una marca da bollo da 16€). il giorno stesso, l’impresa ha iniziato i lavori di cablaggio e staffatura sul tetto. a causa del periodo natalizio, però, alcuni componenti per l’installazione dei pannelli erano fermi in qualche magazzino sperduto: si doveva aspettare l’anno nuovo!

ma alle 15:46 del 2 gennaio, nonostante il tempo nuvoloso, i primi 300W provenienti dal tetto hanno contribuito al sostentamento energetico della casa!

sono serviti solo 119 giorni da quando avevo pronto il progetto da consegnare in comune.

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