la morte del quarto d’ora accademico

ho perso lo smalto.

esattamente come qualsiasi dignitoso artigiano, senza particolare talento che, a forza di esercizio e di impegno, arriva a realizzare la sua opera…dignitosamente.

il mio esercizio era scrivere alquanto.

non scrivendo più alquanto…

ho perso lo smalto.

e poi…certo. oramai viviamo in un mondo in cui la domanda non è più:

perchè tanto odio?

ma…

prendersi una pausa, no eh?!??

INIZIO PISTOLOTTO INTRODUTTIVO…SE VOLETE, FATE UN SALTO ALL’ALTRA RIGA IN MAIUSCOLO!

vedere gente come trump che riesce a far credere ad un botto di cervelli che negli stati uniti e non in uganda, con regole chiare prima del voto e centinaia di migliaia di persone che controllano le schede, si possa anche solo immaginare un broglio elettorale federale  (in una piccola sezione elettorale è sempre fattibile imbrogliare, ma pensare di mettere d’accordo anche solo 10 gruppi diversi di scrutinatori, in un paese democratico, è uno spasso).

vedere gente come al-sisi, torturare ed ammazzare uno studente italiano, così, tanto perchè può, e poi permettersi di diffondere il concetto che sia stato ammazzato per una cospirazione che vuole minare i “decennali buoni rapporti fraterni tra egitto e italia” e vedere l’italia “oh, ma come si permette, è uno scandalo, bisogna immediatamente fare qualcosa…” e poi non fare un cazzo…e pazienza se hanno le piramidi e sharm: noi abbiamo i trulli e il gargano! chiudiamo tutti i voli per e dall’egitto e qualsiasi importazione ed esportazione e vaffanculo! e se volete, le piramidi le vedete a geometria!

vedere migliaia di persone, che non hanno idea di cosa sia la biologia o la fisica o la chimica, credere a qualsiasi cospirazione del cazzo piuttosto che a un laureato in biologia, fisica o chimica, solo perchè ha letto lo stesso messaggio sgrammaticato ripetuto 1000 volte su un cazzo di social (e una merda, ripetuta anche un miliardo di volte, rimane sempre una merda…ma lo faceva già goebbels 90 anni fa).

vedere, soprattutto, gente farsi esplodere davanti ad un grande gestore telefonico perchè convinta che la rete 5G sia un modo per manipolare il dna o la mente delle persone o che sia un diffusore di virus biologici e non un nuovo sistema di telecomunicazioni (e poi…perchè il 3G non faceva niente mentre il 5G sì? e il 4G? è il 5 che è un numero più massonico? o perchè anagrammando il nome di soros e gates e moltiplicando per 5 le posizioni delle vocali precedenti all’anagramma si arriva a trovare il numero aureo?)…dimostrazione chiara del fallimento del sistema scolastico americano.

vedere queste e tante altre cose ogni giorno, ti fa, prima di tutto, pensare “c’è troppa scelta, di cosa scrivo?”, poi “ma di nuovo?”, poi “a chi cazzo interessa? e a me?”, poi “massì, vado avanti a studiare. magari scrivo più tardi”.

FINE PISTOLOTTO INTRODUTTIVO…NON ERA NEANCHE UN SALTO LUNGO!

ma, per fortuna, il nostro paese è sempre foriero di spunti interessanti…basta guardarsi attorno!!! 😀

forse qualcuno di voi sa che sono ritornato all’università.

30 anni fa, in una galassia lontanalontana, nelle università torinesi e non solo, esisteva il quarto d’ora accademico.

ragionevolmente, era un modo per permettere agli studenti di spostarsi di classe tra una lezione e l’altra e ai bidelli di lustrare per bene i banchi prima della prima ora (ahahahahah!). iniziavamo alle 8:15 e finivamo la lezione esattamente 1 ora e 45 minuti dopo, oppure, 2 ore e 45 minuti dopo, oppure, più raramente, 3 ore e 45 minuti dopo…con 5 minuti di pausa in mezzo.

oggi, cosa succede?

succede che la media di tutte le lezioni che ho frequentato nel primo semestre durante il corso di laurea di fisioterapia non ha superato il 70% della loro reale durata. per intenderci, una lezione della durata di 4 ore, consisteva, in realtà, di 2 ore e 40/50 minuti; massimo 3 ore. ovviamente, ci sono state delle eccezioni che, mai come in questo caso, confermavano la regola generale.

come fanno a volatilizzarsi 80 minuti?

c’è il quarto d’ora accademico.

ci sono i problemi tecnici per la gestione delle lezioni in teleconferenza.

c’è la pausa caffè da un quarto d’ora.

c’è la fine anticipata della lezione perchè…“per oggi basta cosìvi sento stanchi”.

sottolineando che, nel 90% dei casi, i problemi tecnici sono stati dovuti all’ignoranza tecnologica e non all’esplosione di un server.

e sì…i professori italiani sono sottopagati e i collaboratori dei professori italiani e i precari universitari  italiani sono sottopagati e si fanno il culo al posto dei professori italiani che non fanno un cazzo perchè dicono di essere sottopagati…

però, sono sottopagati (sempre secondo loro…i “ragazzi” di 40 anni che lavorano 12 ore al giorno a 4 € all’ora, cosa dovrebbero essere?), va bene…ma la lezione da 4 ore gli viene pagata per 4 ore e non per 2 ore e 40.

e sorvolo sulla reale capacità di insegnare la materia, sempre messa in secondo piano dietro a titoli, pubblicazioni e calci in culo. ovviamente, sempre con 2-3 piacevolissime eccezioni che, anche in questo caso, hanno confermato, ahimè, la regola generale.

ovviamente, tutto ciò lo posso notare a causa di 3 elementi cardine fondamentali:

  1. sono vecchio e, per tale ragione, ho vissuto cose;
  2. sono già laureato;
  3. sono un pochino incazzato.

rispetto a 30 anni fa, però, lo studente di oggi ha la possibilità di farsi valere!

può compilare un modulo, prima dell’iscrizione ad ogni esame, in cui commentare e criticare il corso. detto modulo, nel sempre chiaro, intuitivo e succinto modo burocratico italiano per semplificare le cose, si chiama edumeter. qualche anno fa, erano moduli cartacei che, per tale ragione, portavano un reale sforzo fisico alle segreterie universitarie: si dovevano raccogliere e poi passare nel tritarifiuti.

oggi, invece, la burocrazia si è semplificata e li ha digitalizzati…basta un canc.

la prossima volta, vi racconto di quali e quante materie profondamente legate alla professione del fisioterapista è profuso il piano di studi del primo anno.

evviva i social! (cosa centra? un cazzo, ma è sempre importante farlo sapere)

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